Review Party: L'uomo sbagliato di Salvo Toscano
Buongiorno cari follower,
nuovo Review Party oggi per festeggiare l'uscita de L'Uomo sbagliato di Salvo Toscano (Newton Compton), un giallo tutto italiano che vede tornare in pista i fratelli Corsaro.
Titolo: L'uomo sbagliato
Autore: Salvo Toscano
Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Prezzo ebook: 3,99
Prezzo cartaceo: 9,90
Descrizione:
Palermo. Cosimo Pandolfo è in
galera da anni per l’omicidio di Giovanni Cannizzaro. Alla base del delitto,
una banale questione di vicinato. Però Pandolfo, uomo violento e dedito
all’alcol, si è sempre dichiarato innocente. Solo il figlio Filippo gli crede.
E quando una testimone in punto di morte gli racconta una verità rimasta
nascosta, che potrebbe scagionare il padre, il ragazzo si rivolge ai fratelli
Roberto e Fabrizio Corsaro, noti per la loro abilità nel risolvere i casi più
difficili. Avvocato il primo, giornalista il secondo, indagheranno seguendo
piste diverse e arriveranno a scoperchiare un calderone di segreti, inganni e
brutali violenze, che porta fino all’Iraq e agli orrori della guerra. La
vittima, infatti, ha trascorsi da mercenario, sui quali aleggia l’inquietante
spettro di un’organizzazione internazionale che dalla Sicilia muove i suoi fili
nelle zone di guerra. Roberto e Fabrizio sfideranno un avversario pericoloso e
senza scrupoli. Mettendo a rischio la loro stessa vita.
La recensione di Miriam:
Un nuovo caso vede scendere in
campo i fratelli Corsaro. Questa volta la sfida consiste nel tirare fuori dal
carcere un presunto innocente. È lui l’uomo
sbagliato, si chiama Cosimo Pandolfo ed è stato condannato a trent’anni di
detenzione per un omicidio che assicura di non aver commesso. I giudici non hanno
dubbi sulla sua colpevolezza, ma il figlio Filippo non è dello stesso parere.
Sebbene suo padre sia un uomo violento e alcolizzato, è un tipo dal fisico
minuto e ritiene improbabile che possa aver sopraffatto un colosso come
Giovanni Cannizzaro – questo il nome della vittima – istruttore di arti
marziali ed ex mercenario in Iraq. I suoi dubbi si trasformano in certezza
quando, parlando con una testimone, apprende qualcosa di nuovo, un’informazione
mai emersa durante le indagini e che potrebbe cambiare le carte in tavola. Si
rivolge allora a Fabrizio Corsaro, affinché scriva un articolo in proposito che
possa aiutarlo a far riaprire il caso. Il giornalista non solo accetta, ma
coinvolge il fratello Roberto nella vicenda perché si faccia carico della
difesa.
Ovviamente, per riuscire
nell’impresa occorrono prove, è necessario indagare a partire dalla nuova pista
e tentare di scoprire l’identità del vero assassino, ed è esattamente quello
che i due prodi fratelli fanno avviando delle ricerche in parallelo.
Il romanzo si sviluppa alternando
capitoli narrati dal POV di Fabrizio e Roberto, consentendoci di seguire le due
linee investigative alla ricerca della verità.
Quello che inizialmente sembra il
tragico epilogo di una banale lite fra vicini di casa, gradualmente si
trasforma in un omicidio ben più complesso, che rimanda ai particolari trascorsi
di Cannizzaro e al periodo vissuto in medio oriente. Il mistero della sua
morte, infatti, si annida proprio fra le pieghe di qualcosa che è accaduto là. Il
giallo sapientemente imbastito da Salvo Toscano ci rimanda dunque agli orrori
della guerra, agli oscuri segreti che si celano dietro l’attività dei contractors,
alle violenze perpetrate dai soldati sui civili, soprattutto sulle donne. Tematiche
che scuotono e danno anche da riflettere, insieme a quella della fallibilità
della giustizia che, a volte, non si dimostra tale, finendo per colpire persone
innocenti.
Da questo punto di vista, Cosimo
Pandolfo rappresenta un po’ il capro espiatorio ideale, trattandosi di un tipo
dalla condotta tutt’altro che irreprensibile, un uomo che suscita sentimenti
negativi e non si fatica a identificare come reo, anche di crimini che non ha
commesso.
La storia che gradualmente prende
forma è a tinte forti e alza il sipario su una realtà agghiacciante; il ritmo
narrativo è incalzante al punto da proiettarci in una lettura senza respiro,
sostenuta da uno stile diretto, tagliente, all’occorrenza ironico.
Mentre la trama incentrata sul caso
giudiziario si sviluppa, i ritratti dei due fratelli Corsaro si arricchiscono
di nuovi dettagli che ci aiutano a conoscerli meglio e a rimanere aggiornati
sull’evoluzione dei loro percorsi personali. Nei momenti di pausa dalle
indagini li ritroviamo immersi nei loro problemi personali: vediamo Fabrizio,
sempre alle prese con la sua depressione, dover fronteggiare ora l’emergenza di
uno sfratto inatteso e la ricerca di una nuova casa, mentre Roberto si impegna
per ricucire il rapporto con la moglie e metabolizzare il lutto causato dalla
perdita dell’amica Valeria. Sono dettagli, piccoli scampoli di vita quotidiana
che restituiscono i due protagonisti, determinati, forti vincenti sul piano
professionale, a una dimensione più umana in cui si annidano anche i loro difetti,
le debolezze, le paure.
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