mercoledì 12 settembre 2018

Anteprima: Quello che ti dirò di Albert Espinosa

Titolo: Quello che ti dirò
Autore: Albert Espinosa
Editore: Salani
Pagine: 228
Prezzo: 14,90

Descrizione:
Izan ha quarant’anni ed è sordo. Sua madre, malata terminale di cancro, si è suicidata anni prima per porre fine alle indicibili sofferenze provocate dalla malattia. Izan ha sempre avuto un rapporto difficile con il padre, cha ha dedicato la sua vita alla ricerca di bambini scomparsi trascurando il figlio per salvare quei giovani in difficoltà. Ma ora il padre di Izan è anziano e malato e lui decide di accompagnarlo in Italia, sul lago di Como, per aiutarlo ad affrontare il suo ultimo caso, quello di Catherina, una tredicenne vittima di abusi. Una volta lì, però, i due scoprono che le cose non sono quelle che sembrano: Catherina è ricoverata in un ospedale psichiatrico e non ha affatto tredici anni. 
La storia della ragazza non regge, ma nessuno sa chi è veramente e da dove viene. Il loro viaggio li porterà a confrontarsi con un passato doloroso in cui risiedono le radici delle sofferenze del presente.
Albert Espinosa torna in libreria con un nuovo romanzo dalla trama ricca di misteri e colpi di scena e personaggi capaci di emozionare, senza dimenticare temi importanti come l’eutanasia. Un libro che ci aiuta a combattere la paura di aver paura.

L'autore:
Albert Espinosa (Barcellona, 1973), laureato in ingegneria chimica, è uno dei più noti scrittori, registi, autori di teatro e televisione spagnoli. Il mondo giallo, pubblicato da Salani, è il suo primo libro: in esso l’autore ha riversato l’esperienza intensissima dei dieci anni della sua giovinezza segnati dal tumore. Espinosa ne ha poi tratto una fortunatissima fiction, Pulseras rojas, da cui Rai e Palomar hanno realizzato uno sceneggiato di grande successo dal titolo Braccialetti rossi. Negli Stati Uniti, i diritti sono stati acquistati da Steven Spielberg, che ha realizzato la serie tv The Red Band Society, in onda su Fox. Per Salani ha pubblicato anche: Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te (2011); Se mi chiami mollo tutto… però chiamami (2012); Braccialetti azzurri (2015); La notte in cui ci siamo ascoltati (2016); Il libro dei segreti rossi (2016).

martedì 11 settembre 2018

Anteprima: Il re della luce. L'Esercito Leviatano di Federico Carro

Titolo: Il Re della Luce -  L'Esercito Leviatano
II parte della saga “Il Re della Luce”
Autore: Federico Carro
Editore: autopubblicato
Data di uscita: Settembre 2018
Genere: Fantasy

Pgine: 298
Formato: cartaceo
Prezzo: 19 euro


Descrizione:

Dopo gli avvenimenti ne Il re della luce - L'ordine degli dèi oscuri, nel quale Fedrick riesce a raggiungere il suo amore Isabel a Torino, egli deve lasciare la fanciulla inerte nei meandri del castello del padrone Oscuro, per andare a distruggere il male del mondo che sovrasta con i suoi artigli ogni essere vivente. Nel contempo il padrone Oscuro, alias Dar Queen, mette in atto il suo piano Darkerd, trovando così il fulcro pensante della Terra e risvegliando il Leviatano del Sistema solare. Cercando di combattere contro il padrone Oscuro, Fedrick viene a sapere da quest'ultimo che l'intera città di Torino è stata rasa al suolo dall'occhio del Leviatano appena risvegliato e che tutti i sospiri degli esseri viventi hanno cessato d'esistere. Fedrick, nel cercare di vendicare tutte le persone del mondo, durante lo scontro con Dar Queen viene scaraventato via oltre i meandri della galassia, ove innanzi a codesto scenario il Leviatano si completa sotto lo sguardo pieno di compiacimento del padrone Oscuro. Unendosi al Leviatano, diventando così una cosa sola, Dar Queen parte verso una direzione ignota, in un oblio intramontabile in un universo oscuro...

L'autore:
Nato a la Spezia il 15 Giugno 1991, Federico Carro cresce a Vernazza, circondato dalla natura radiosa di quei luoghi, trascorrendo il suo tempo immerso nel panorama del mare e delle colline, disegnando e dipingendo paesaggi, traendone ispirazione per le sue successive opere. Dopo le scuole medie, Federico si iscrive al Liceo Artistico Cardarelli di La Spezia, dove il suo lato artistico emerge sempre di più, rivelando il suo interesse per il mondo della scrittura. Di lì a poco scrive la bozza del suo libro “Il segreto del verziere”. Terminata la scuola, Federico comincia a lavorare da suo zio, gestore di un bar – ristorante situato a Vernazza. Nel frattempo Federico comincia ad imitare nella danza il suo idolo Michael Jackson, prendendo lezioni di Hip – Hop. Con il tempo, comincia a risparmiare soldi per prendere lezioni private di pianoforte e canto, ampliando i suoi interessi alla musica Blues e Jazz. Mentre il suo interesse per la musica pop e il Jazz cresce esprimendosi nella composizione di nuove opere musicali, Federico continua a scrivere il suo romanzo “Il segreto del verziere”, e nel frattempo, insieme ad un suo amico sassofonista, riesce a creare un piccolo gruppo. Federico decide quindi di far decollare il progetto del suo album, e trova uno studio di registrazione indipendente a Carrara chiamato Nautilus Rec Studio. Grazie all’aiuto del suo fonico e di altri collaboratori che gli danno supporto, Federico riesce a completare l’album, intitolandolo “Come un lampo”. Contemporaneamente riesce a terminare il suo libro “Il segreto del verziere” e altri video musicali quali “Lovely storm” e “Replace my soul”. Concentrandosi di seguito sulla promozione del cd e del suo romanzo, crea un video promozionale del suo libro, utilizzando gli scorci ed i luoghi misteriosi che fanno da cornice a Vernazza. Leggendo storie, miti e leggende del Medioevo, si interessa all’arcaicità di Torino, dalla quale ha tratto ispirazione per “L’ordine degli Dèi Oscuri”, il primo romanzo della saga Fantasy: “Il Re della Luce”.

domenica 9 settembre 2018

Recensione: Il letto rosso

Titolo: Il letto rosso
Autore: Nicola Lombardi
Illustrazione di copertina: Vincent Chong
Editore: Independent Legions Publishing
Pagine: 150
Prezzo eBook: 3,99
Prezzo cartaceo: 14,46
Disponibile su Amazon



Descrizione:

La novella horror finalista al Premio Laymon 2017 Da quando la compagna lo ha lasciato e si è rifugiato nella bottiglia, il giornalista freelance Alberto Gozzi, sembra aver perso la voglia di scrivere. Deciso a ritrovare l’spirazione, comincia a rimestare nel passato, alla ricerca di nuove idee, ed è proprio nell’anno della sua nascita, il 1977, che scova un caso di cronaca in grado di risvegliare il suo interesse: quello dell’Orco di Borgone, un prete che ha torturato e ucciso due ragazzini all’interno di una pieve. Recatosi sul luogo, per svolgere ricerche e intervistare possibili testimoni, il giornalista entra in contatto con Luigi Consalvi, figlio del custode della chiesetta all’epoca dei fatti. Quest’ultimo si rivelerà una preziosa fonte di informazioni e non solo. L’uomo gli consentirà, infatti, di avere accesso al diario di don Marzio Corsini e alla stanza in cui è ancora conservato il letto rosso su cui le vittime hanno esalato il loro ultimo respiro. Quel che Gozzi non immagina è che queste “reliquie” gli offriranno ben più di una storia da raccontare, trascinandolo nella mente dell’assassino e da lì in un baratro che ha il colore del sangue e l’odore della follia.Contenuti Extra: il racconto 'Vengono per Te'.

La recensione di Miriam:

Un giornalista alle prese con il blocco dello scrittore e il bisogno disperato di ritrovare l’ispirazione. Partendo da un espediente narrativo ricorrente ma sempre ricco di fascino, Nicola Lombardi ci pone sulle tracce del letto rosso: una macabra reliquia, ma anche una sorta di portale in grado di trascinarci in un vortice di orrore e follia, che unisce passato e presente.
Il letto rosso è quello su cui don Marzio Corsini, nel lontano1977, ha torturato e ucciso due ragazzini in una chiesetta, guadagnandosi l’appellativo di Orco di Borgone. Il killer non c’è più, essendosi tolto la vita prima ancora di essere catturato, ma l’orribile simulacro è rimasto al suo posto. A preservarlo è Luigi Consalvi, figlio dell’uomo che all’epoca lavorava come custode presso la pieve incriminata, nonché complice dell’assassino.
L’orrore rappresentato dal suo materasso, ancora intriso di sangue e umori che hanno l’odore della paura, fornisce al giornalista in crisi l’idea di cui ha bisogno per rimettersi in carreggiata. Imbattutosi accidentalmente nel vecchio caso di cronaca, Alberto Gozzi – questo il suo nome – decide infatti di scrivere un libro sull’argomento e allo scopo si reca sul luogo in cui si sono svolti i fatti.
Ad accoglierlo sul posto è proprio Consalvi con sua madre – donna ingombrante  in senso letterale e  figurato, e dotata di un certo fiuto per gli affari. Dietro lauta ricompensa, i due forniscono a Gozzi preziose informazioni, ma soprattutto gli offrono l’opportunità di visitare la stanza degli orrori, quella in cui conservano il letto rosso, e di leggere il diario segreto di don Corsini. In questo modo l’uomo, non solo ha modo di ricostruire i fatti, ma può immedesimarsi fino a comprendere le motivazioni del suo operato perverso. Ha inizio così un autentico viaggio nella mente del serial killer, un percorso agghiacciante e realistico che si tinge di sfumature paranormali nel momento in cui il giornalista si lascia risucchiare dalla sua follia. Il diario e il letto creano una sorta di ponte di collegamento fra Gozzi e don Corsini, avviando un muto dialogo in cui veglia e allucinazione si fondono e i paletti della razionalità saltano.
“Se guardi a lungo dentro l’abisso, l’abisso guarderà dentro di te” recita un famoso aforisma di Nietzsche ed è esattamente quel che accade a Gozzi che a furia di scavare negli orrori messi in atto dall’Orco di Borgone finisce per restarne invischiato.
Quella proposta da Lombardi è una storia di ordinaria violenza, di perversione e miseria umana, che rimanda tristemente alla cronaca reale – impossibile leggendo dell’Orco non pensare ai numerosi casi di pedofilia e abusi che macchiano la Chiesa – e nello stesso tempo una storia di possessione e vendetta, in grado di scivolare oltre i confini della realtà.
Un’atmosfera cupa grava sul lettore sin dalle prime pagine suscitando un senso di curiosità e inquietudine per quel che può succedere, mentre l’aura sinistra dei personaggi, magistralmente caratterizzati, crea un diabolico effetto ipnotico. Ripugnante, senz’altro, è don Corsini con le sue azioni e le sue idee deliranti, ma non meno disturbanti appaiono Luigi Consalvi e sua madre, personaggi secondari ma nondimeno capaci di imprimersi con forza nell’immaginario. Sfuggente e inspiegabilmente cinico, il primo, ostenta una freddezza che stride con la drammaticità del suo vissuto; caustica e completamente votata al denaro, con gli occhi ingigantiti dalle lenti e le mani tozze sempre impegnate in un delicato lavoro all’uncinetto, la seconda, si afferma come un ritratto grottesco vivente, la cui facciata sembra nascondere orribili segreti.
Si prova disagio al loro cospetto, un disagio che cresce con la tensione man mano che si procede nella lettura e si rimane intrappolati nelle spire di un raffinato horror psicologico.
Un profondo senso di inquietudine è quel che si prova anche leggendo Vengono per te, racconto bonus in chiusura, che ci fa vivere una terrificante notte di San Lorenzo in cui non c’è spazio per i desideri. Quasi una cartolina dall’inferno che, coniugando orrore e poesia, ci narra di spettrali creature venute dagli abissi per richiedere un tributo di sangue.










martedì 4 settembre 2018

Anteprima: Il peso dell'oro di Barbara Bellomo

In uscita il 6 settembre

Titolo: Il peso dell'oro
Autrice: Barbara Bellomo
Editore: Salani
Pagine: 272
Prezzo: 16,90

Descrizione:

Per la giovane archeologa siciliana Isabella De Clio il lavoro è sempre stato tutto. Ma adesso sta cominciando a non bastarle più. La solitudine può diventare pesante, soprattutto se non si riesce a scordare chi un giorno ti ha rubato il cuore. Per fortuna un nuovo mistero è pronto a farle dimenticare la sua situazione sentimentale: una recente scoperta di papiri attribuibili ad Archimede, rinvenuti durante degli scavi, la spinge ad avvicinarsi all’importante codex rescriptus di età medievale, ritenuto per molto tempo solo un libro di preghiere che nasconde però molte sorprese …
Isabella si troverà così a dover districare un intreccio che interseca passato e presente: da un lato il famoso scienziato impegnato alla difesa di Siracusa sotto l’assedio dei Romani, guidati dal console Claudio Marcello, dall’altro un tesoro dal valore inestimabile, morti misteriose e intrighi molto più grandi di lei.
Sarà proprio grazie a questa nuova, azzardata, indagine, però, che Isabella scoprirà di non essere poi sola come credeva…
Dopo La ladra di ricordi e II terzo relitto, Barbara Bellomo torna con un frizzante mix di presente e storia antica in un romanzo carico di emozioni e avventura, ambientato in una radiosa Sicilia.

L'autrice:

BARBARA BELLOMO, laureata in Lettere, ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia antica e ha lavorato per diversi anni presso la cattedra di Storia romana dell'Università di Catania. Attualmente insegna in una scuola superiore. All'attivo ha diverse pubblicazioni di Storia romana.

domenica 2 settembre 2018

Recensione: Una morte perfetta

Titolo: Una morte perfetta
Autore: Angela Marsonas
Editore: Newton Compton
Pagine: 384
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 9,90

Descrizione:

Il laboratorio di Westerley non è un posto per i deboli di cuore. Si tratta di una struttura che studia i cadaveri in decomposizione. Ma quando la detective Kim Stone e la sua squadra scoprono proprio lì il corpo ancora caldo di una giovane donna, diventa chiaro che un assassino ha trovato il posto perfetto per coprire i suoi delitti. Quanti dei corpi arrivati al laboratorio sono sue vittime? Mentre i sospetti di Kim si fanno inquietanti, una seconda ragazza viene aggredita e rinvenuta in fin di vita con la bocca riempita di terra. Non c’è più alcun dubbio: c’è un serial killer che va fermato il prima possibile, o altre persone saranno uccise. Ma chi sarà la prossima vittima? Appena Tracy Frost, giornalista della zona, scompare improvvisamente, le ricerche si fanno frenetiche. Kim sa bene che la vita della donna è in grave pericolo e intende setacciarne il passato per trovare la chiave che la condurrà all’assassino. Riuscirà a decifrare i segreti di una mente contorta e spietata, pronta a uccidere ancora?

La recensione di Miriam:

Westerley è un laboratorio a cielo aperto molto particolare. Disseminato di corpi privi di vita, è stato allestito allo scopo di studiare gli effetti delle condizioni climatiche e degli insetti sui cadaveri umani. Insolito, indubbiamente macabro, ma regolare, fino a che fra i vari defunti prestati alla scienza non viene notato un intruso, o meglio un’intrusa, giacché è una donna. Gli addetti ai lavori si accorgono subito che si tratta di un cadavere estraneo, d’altra parte le mutilazioni che presenta non hanno nulla a che fare con gli agenti atmosferici o le mosche: la poveretta ha il viso completamente massacrato, al punto che risulta impossibile identificarla.
Quel che appare subito chiaro è che un assassino è entrato in azione, divertendosi a nascondere la sua vittima laddove, probabilmente, a nessuno sarebbe venuto in mente di cercare.
Quel che si scoprirà di lì a breve è, invece, qualcosa di ancor più preoccupante, il ritrovamento di un’altra donna assassinata nello stesso sito, fornirà la certezza che l’artefice di tutto è un serial killer.
È questo il nuovo, bizzarro, caso che Angela Marsons affida alla sua ormai nota detective Kim Stone. Toccherà proprio a lei indagare, affiancata dal sergente Bryant e dal brillante osteoarcheologo Daniel Bate, per venire a capo del mistero. Anche questa volta non mancherà di fare la sua comparsa sulla scena la giornalista Tracy Frost che con la sua smania di ottenere lo scoop, anticipando i colleghi, si esibirà in un nuovo braccio di ferro con la detective. Il suo ruolo in questo caso sarà tutt’altro che marginale e ci riserverà parecchie sorprese. Leggendo, apprenderemo, infatti, parecchi dettagli sui trascorsi della cronista, riusciremo a comprendere in pieno la sua personalità e avremo modo di scoprire, insieme a Kim, che in realtà è molto diversa da quel che sembra.
Nello stesso tempo, anche la Stone si farà conoscere meglio lasciando emergere nuovi dettagli sulla sua infanzia e sul trauma che l’ha segnata, spingendola a costruirsi una corazza entro cui pulsa però un animo sensibile e ferito, che in fondo scalpita per venire fuori.
L’intreccio poliziesco è complesso e appassionante. Forse ancor più che negli altri libri della serie, l’attenzione prestata alla componente psicologica è altissima. Man mano che se ne scoprono le identità, entriamo nella vita e nella mente delle vittime, e nello stesso tempo in quella dell’assassino che, attraverso capitoli narrati proprio dal suo pov, si racconta e ci rende partecipi del suo dramma personale. La sua è una voce vibrante, che graffia e scuote perché ci trascina nei meandri di un autentico incubo, ricostruendo un’esperienza di violenza domestica a dir poco agghiacciante.
Chiaramente l’omicidio non può avere giustificazioni, ma non sempre è conseguenza di puro sadismo o cattiveria, spesso sottintende meccanismi più complicati e affonda le sue radici in esperienze di grande sofferenza.
Uno degli aspetti che più colpiscono e che più ho apprezzato di questo romanzo riguarda proprio il fatto che rinuncia a qualsiasi visione in bianco e nero, la storia con i suoi personaggi si colloca in una zona grigia in cui è difficile distinguere i buoni dai cattivi, le vere vittime dai veri carnefici.
Tutti i personaggi hanno una storia dolorosa alle spalle da raccontare, sono storie che parlano di bullismo, abusi, infanzia negata o violata… storie che mettono i brividi non solo per il loro carico di violenza, ma perché rimandano alla realtà, toccando temi attualissimi.
La soluzione del giallo non è per niente scontata e riesce sul serio a sorprenderci con più di una svolta inattesa.  
Un thriller psicologico raffinato e toccante, una conferma per una grande interprete del genere.



sabato 1 settembre 2018

Recensione: Miserere. Attentato in Vaticano

Titolo: Miserere. Attentato in Vaticano
Autore: Vito Bruschini
Editore: Newton Compton
Pagine: 384
Prezzo ebook: 5,99
Prezzo cartaceo: 9,90

Descrizione:

1983 Siamo sull’orlo di un olocausto nucleare, la Guerra Fredda spacca il mondo in due blocchi e lo spettro di un conflitto è incombente. Nessuno si sente al sicuro e l’incubo del “first strike” – l’attacco preventivo a sorpresa – raggela i rapporti diplomatici, tesissimi. In Polonia gli operai dei cantieri navali di Danzica oppongono un violento dissenso al governo filosovietico del generale Jaruzelsky, sostenuti dai finanziamenti di papa Giovanni Paolo II. Lo stesso papa che solo due anni prima aveva rischiato la vita in un attentato a opera del KGB. E la figura del papa, anche a distanza di anni, non ha smesso di essere scomoda. Tanto che la Sezione “Affari bagnati” del KGB decide di affidare a un pericolosissimo sicario il compito di togliere di mezzo il pontefice. Il nome in codice dell’assassino è Miserere, uno spettro di morte che non si fermerà davanti a nulla per portare a termine la sua missione.

La recensione di Miriam:

Molti di voi, sicuramente, ricorderanno l’attentato a Papa Wojtyla avvenuto nel 1981. Tuttavia, non è il solo subito da questo pontefice; a breve distanza  dal primo, ne fu compiuto un secondo, anch’esso fallito, passato sotto silenzio.
Nel suo romanzo, Vito Bruschini, tenta di ricostruire proprio questo secondo attentato di cui poco si sa e poco si è parlato. Lo fa avvalendosi del supporto della fiction che interviene a colmare le lacune laddove le informazioni mancano, elaborando in questo modo una trama a metà fra thriller e spy story che in buona parte è frutto della sua immaginazione, ma che non manca di poggiarsi su dati reali rimanendo plausibile. Il risultato è un’opera di fantasia, peraltro molto avvincente, in grado di sollevare interrogativi scottanti e di sottoporre alla nostra attenzione ipotesi per nulla campate in aria e che, anzi, potrebbero avere un buon fondo di verità. Ipotesi che, guardando a ritroso, forniscono anche un’interpretazione attendibile del primo attentato e del caso rimasto ufficialmente irrisolto legato alla sparizione, in Vaticano, della giovane Emanuela Orlandi.
Misere è appunto il nome in codice dell’uomo incaricato dagli affari bagnati del KGB di eliminare il papa scomodo, divenuto una minaccia per il Comunismo dopo aver apertamente assicurato il proprio sostegno a Solidarnosc.
Ex specnaz (soldato dei corpi d’élite russi), ha la giusta preparazione ed esperienza, nonché le qualità più idonee, per organizzare un attentato del genere, la cui difficoltà non risiede solo nel superare i sistemi di sicurezza e il cordone umano che costantemente protegge il Papa, ma nell’agire facendo in modo che il vero mandante dell’omicidio rimanga nell’ombra. Il mondo non deve sapere che dietro tutto questo si cela il KBG, la colpa dell’accaduto deve ricadere su altri per depistare chi indaga. Miserere dovrà appunto far sì che la responsabilità ricada sui narcotrafficanti turchi.
Il libro percorre tutte le tappe di questo piano diabolico seguendo il killer che lo organizza e lo esegue, un autentico trasformista, uno stratega, un personaggio dai mille volti e completamente privo di scrupoli, in grado di mettere in moto una vera e propria macchina infernale. Il plot elaborato è complesso e fitto di azione, ma nello stesso tempo concede ampio spazio all’approfondimento psicologico del protagonista che, tra le altre cose, andrà incontro a un processo di evoluzione personale che ci riserverà diverse sorprese. Non ci limitiamo a conoscere Misere sul campo, nei panni dello spietato attentatore ma, attraverso piccole finestre che si aprono sulla sua vita privata e sul suo passato, impariamo a conoscere l’uomo. La sua vicenda, inoltre, si andrà a intrecciare con quella del nipote Lyosha, anch’egli diventato specnaz per vendicare la morte del padre, a sua volta membro dei corpi speciali, ucciso durante una missione in Afghanistan da un narcotrafficante conosciuto con il soprannome di macellaio di Zabor. Si delinea in questo modo quasi una sottotrama che, non solo aggiunge suspense e senso di avventura alla storia, ma ci offre uno sguardo su una realtà agghiacciante.
Pur seguendo un personaggio e una trama di fantasia, esploriamo un mondo reale, sebbene nascosto, fatto di traffici illeciti, violenza, uccisioni, torture e addestramenti ai limiti del disumano, ma anche di connivenza e alleanze insospettabili. Leggendo scopriamo cosa significa e cosa comporta essere uno specnaz, tocchiamo con mano il cinismo e la pericolosità del KGB, l’orrore del narcotraffico internazionale, ma nondimeno la corruzione della Chiesa e il coinvolgimento della banca vaticana in affari che di etico non hanno proprio nulla.
Un romanzo che intriga e nello stesso tempo fa riflettere ponendo sotto i riflettori verità inquietanti.





giovedì 30 agosto 2018

Recensione: La cattedrale dei vangeli perduti

Titolo: La cattedrale dei vangeli perduti
Autore: Fabio Delizzos
Editore: Newton Compton
Pagine: 336
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 9,90

Descrizione:

Roma, dicembre 1564.
Mentre in città un misterioso assassino traccia una croce di sangue sulla fronte delle sue vittime, in Vaticano qualcuno sta tramando per uccidere il papa. Raphael Dardo, agente segreto del duca Cosimo I de’ Medici, è a Roma con una missione: proteggere la vita di Pio IV e scoprire chi muove i fili della congiura. L’indagine lo porterà a fare ricerche tra cavatori di tesori, maghi, profeti eretici, nobili indebitati e potentissimi cardinali; dai piani alti del potere fino alle profondità labirintiche delle catacombe paleocristiane. Perché sono proprio quei cunicoli a nascondere qualcosa di estremamente prezioso e pericoloso, qualcosa di cui tutti sembrano desiderosi di impossessarsi, per poter poi esercitare qualsiasi forma di ricatto. Se vuole salvare se stesso, le persone che ama, il papa e l’intera Chiesa, Raphael deve scoprire cosa si nasconde nel ventre di Roma. E deve farlo al più presto…

La recensione di Miriam:

Un papa pirata, un assassino che traccia croci di sangue sulla fronte delle sue vittime, un gruppo di cavatori di tesori. Dei personaggi così sicuramente fanno venire subito in mente un romanzo di pura fantasia, per i quali sarebbero altresì perfetti, ma Fabio Delizzos ci sorprende ponendoli al centro di un thriller storico che attinge a piene mani dalla realtà.
Il papa di cui si tratta è Pio IV, che davvero in gioventù è stato un pirata e ha potuto pagare gli studi per diventare cardinale proprio grazie ai proventi della pirateria. Il romanzo inizia con una congiura ordita ai suoi danni. Scampato miracolosamente alla morte, il pontefice chiama a sé l’agente segreto di Cosimo I de’ Medici, Raphael Dardo, affinché indaghi per suo conto. Quel che gli preme scoprire, tuttavia, non è tanto chi stia tentando di farlo fuori di nemici ne ha tanti e uno vale l’altro , quanto cosa hanno trovato i congiurati nel sottosuolo, giacché gli è giunta voce che siano entrati in possesso di un inestimabile tesoro. Probabilmente lo stesso tesoro per accaparrarsi il quale qualcuno in città si sta macchiando di orrendi crimini l’assassino della croce di sangue per l’appunto.
Una missione segretissima dunque che partirà dalle alte sfere, dai complotti e gli interessi contrastanti che animano nobili e uomini di Chiesa, per poi spostarsi in un microcosmo sommerso, popolato da cavatori di tesori, commercianti di rarità, studiosi, maghi ed eretici, fino a condurci nelle buie profondità delle catacombe e dei segreti in esse sepolti.
Intrecciando, come sempre, fatti storici documentati a cominciare dalla stessa congiura ai danni di Pio IV con elementi di fantasia, ponendo fianco a fianco personaggi realmente esistiti e altri partoriti dalla sua immaginazione, l’autore imbastisce una trama ad alto tasso adrenalinico in cui l’azione e il senso di avventura procedono di pari passo con la scoperta di verità che mettono in risalto il lato più oscuro e controverso della Chiesa, e della religione stessa.
Il tesoro in gioco è una raccolta di testi proibiti, come alcune lettere di Pietro a Giacomo, il vangelo di Giuda, quello degli Ebioniti, solo per citarne alcuni. Scritti che potrebbero scuotere la Chiesa dalle sue fondamenta, mettendone in discussione la sua natura apostolica e l’autorità stessa del Papa.
Quella a cui assistiamo, è una lotta per il potere, una guerra che non ammette regole né limiti di natura etica, in cui si fronteggiano verità contrapposte, ma il cui scopo ultimo è la salvaguardia di quella che più torna comoda al fine di conservare o conquistare lo scettro del comando.
Raphael Dardo, alle prese con questo nuovo mistero da risolvere, si conferma  ingegnoso e coraggioso, ma nello stesso tempo svela ulteriormente gli aspetti più umani della sua personalità. Dopo aver perso la moglie, morta di parto, lo ritroviamo padre single del piccolo Ariel, che suo malgrado finirà per svolgere un ruolo chiave nell’evoluzione dell’intera vicenda. Ma non solo, al suo fianco ci sarà Sara, figlia del suo amico, anch’egli deceduto, Ariel Colorni, di cui si prende cura come suo tutore (sebbene fra i due sembra esserci del tenero), e che si rivelerà un’alleata preziosa nello svolgimento della missione. Avventurosa, impavida, intelligente, la ragazza lo affiancherà nelle indagini, insieme a un altro personaggio dotato di grande carisma: il padre agostiniano Onofrio Panvinio, pioniere dell’archeologia ed esperto di catacombe, ispirato a una figura realmente esistita.
Più che mai, questa volta, Raphael non dovrà fare i conti solo con le difficoltà e i pericoli oggettivi implicati dalle sue indagini, ma sarà costretto a fronteggiare degli ostacoli di natura emotiva e personale. Da un lato, il fantasma del fratello Leonardo tornerà a riemergere dal passato, in modo imprevisto, dall’altro l’agente segreto sarà chiamato a scegliere fra il senso del dovere che lo caratterizza e il suo affetto più grande.
Un romanzo intrigante, che catturandoci nelle spire di un mistero mozzafiato ci svela aspetti nascosti della storia e, nello stesso tempo, ci emoziona ponendo sotto i riflettori anche i sentimenti.
Al pari di un cavatore di tesori, Delizzos scava nel passato portando in superficie informazioni sepolte e facendole brillare di luce nuova, traslandole nell’affascinante territorio della fiction.