mercoledì 18 aprile 2018

Review Party: I quatto enigmi degli eretici di Armando Comi

Buongiorno cari follower,
oggi vi proponiamo un Review Party dedicato a I quattro enigmi degli eretici di Armando Comi (Newton Compton), un romanzo storico intriso di magia che vi coinvolgerà in un'avvincente caccia al tesoro.

Titolo: I quattro enigmi degli eretici
Autore: Armando Comi
Editore: Newton Comptom
Pagine: 384
Prezzo ebook: 3,99
Prezzo cartaceo: 9,90

Descrizione:
Autunno 1342.
Roma è macchiata da un crimine abominevole. Un cavaliere cinto da una corona con dieci corna uccide un neonato per impedire l’avverarsi di un’inquietante profezia. Il piccolo sembra essere colui che un giorno erediterà uno specchio che porterà sciagure nel mondo. Cinque anni dopo, il giorno di Pentecoste, il tribuno romano Cola di Rienzo esce di prigione con l’intenzione di realizzare una predizione ricevuta in sogno, ma il suo destino si incrocia con un messaggio che giunge dal passato e lo incita a mettersi alla ricerca di uno specchio occulto, lo Speculum in Aenigmate. Si tratta di un manufatto realizzato con la pietra incastonata nella corona di Lucifero, prima della caduta, capace di stravolgere le sorti dell’umanità. La sua non è una ricerca solitaria: da secoli due sette cercano di entrarne in possesso ed entrambe tramano alle spalle di Cola per manovrarlo. Cosa sono disposti a fare coloro che cospirano per impossessarsi dell’oscuro oggetto della profezia?

La recensione di Miriam:
Il tribuno Cola di Rienzo, imprigionato in seguito a un’accusa di eresia, in sogno riceve una premonizione che lo convince di essere un prescelto in grado di liberare il mondo dalla disuguaglianza e dalla schiavitù. Riottenuta la libertà, dopo quattro anni, decide di far sì che la profezia si realizzi, ed è proprio in quel momento che riceve un misterioso messaggio, proveniente da un vescovo morto ben nove anni prima, che lo sollecita a presentarsi a un appuntamento con un certo Pseudo di Gerusalemme, affinché lo guidi nella ricerca di un oggetto di grande potere: lo Speculum in Aenigmate. Probabilmente non si tratta solo di una coincidenza e il manufatto serve proprio alla realizzazione della profezia: è con questa convinzione che Cola si mette in viaggio.
È l’inizio della rocambolesca caccia al tesoro intorno a cui ruota l’intero romanzo, una ricerca affannosa, intrisa di miseri e sangue, che non coinvolge solo il protagonista. Lo specchio, in realtà, fa gola a molti e ci sono ben due sette – quella della Fedeltà e quella delle Ombre – che da tempo sono sulle sue tracce. L’obiettivo, dunque, non è solo scoprire dove si trova ma precedere gli altri per riuscire a impossessarsene.
Cola, in certo senso, è avvantaggiato poiché l’enigmatica persona con cui ha appuntamento, pur mancando all’incontro, si premura di fornirgli degli indizi utili al fine di ritrovare lo Speculum: si tratta di disegni di difficile interpretazione, ma offrono pur sempre una pista da seguire in una quest che, diversamente, procederebbe alla cieca, ed è anche per questo che le due sette impegnate nel recupero dell’oggetto, si interessano a lui, scatenando nel contempo una sorta di caccia all’uomo.
Cola ovviamente non agisce in solitaria, oltre che su una nutrita schiera di nemici, può contare su qualche alleato, il fido Baroncelli e la strega Luna, che lo affiancano e lo supportano nel corso della missione, ma non solo. Man mano che il tribuno risolve gli enigmi di Pseudo e attraversa l’Italia cercando lo Specchio, non manca di perseguire il suo disegno originario di combattere le ingiustizie sociali, ingaggiando così delle battaglie contro i nobili che governano le diverse città in cui fa tappa. In questo modo fa parecchi proseliti, conquistandosi il favore di un popolo provato dalle angherie dei potenti e poi messo a dura prova dalla peste che incalza.
Armando Comi orchestra un plot articolato e denso di accadimenti, che fa perno su avventura e mistero, trascinandoci su un territorio immaginario in cui storia e fiction si intrecciano. Reali sono la maggior parte dei personaggi di cui narra, veritieri i fatti storici salienti, a cominciare dalle battaglie descritte per arrivare ai dettagli più curiosi, come l’interesse di Cola di Rienzo per i sogni premonitori e l’esistenza stessa di uno specchio cui venivano attribuiti dei poteri sovrannaturali, di natura demoniaca. È su tali basi, sorrette da documenti storici, che il suo estro creativo edifica una parte di fantasia dal sapore in bilico fra horror e fantasy. Scorrendo le pagine di questo libro ci ritroviamo nel cuore di battaglie cruente, nel mezzo di intrighi e complotti orditi da persone di potere – che fanno riferimento alla realtà – ma nondimeno assistiamo a inquietanti evocazioni, a dialoghi con persone defunte, a sinistre incarnazioni che sfidano le leggi del tempo e della scienza.
La componente paranormale è molto forte e, facendo da contraltare a quella storica, genera un’interessante commistione di generi, il che rappresenta, forse, una delle maggiori cifre distintive del romanzo.
Realistica, seppure incastonata in una trama che sfora i confini della realtà, è anche l’affannosa brama di potere che anima i principali attori di questa storia, finendo per renderli simili, anche quando schierati su fronti opposti. Votata a Dio è la setta dei Fedeli, votata all’Anticristo quella delle Ombre, convinto di combattere in nome dello Spirito Santo è Cola: le forze schierate sul campo sembrano servire padroni e ideali opposti, eppure il sangue versato, l’efferatezza degli assalti, la predisposizione a mietere vittime pur di ottenere quel che si vuole accomuna tutti allo stesso modo, finendo per mettere in mostra la vera debolezza umana.






  

Anteprima: Fragile è la notte di Angelo Petrella

Titolo: Fragile è la notte
Autore: Angelo Petrella
Editore: Marsilio
Pagine: 160
Prezzo: 16,50
Data di pubblicazione: 12 aprile 2018

Descrizione:
Nello scenario di una Napoli inconsueta, un ispettore dal passato oscuro fa il suo ingresso nel poliziesco italiano. Sulla scia dei personaggi tormentati di James Ellroy, Angelo Petrella dà avvio a una nuova serie noir, già opzionata per la TV dagli stessi produttori della fortunata serie “Rocco Schiavone”.
Denis Carbone è uno sbirro con un fiuto da segugio. Dopo anni di successi alla questura di Napoli, ma anche di corruzione, alcol e scommesse, viene confinato nel monotono quartiere di Posillipo. Finché un giorno la ricca ereditiera Ester Ferrari viene ritrovata
sfracellata ai piedi della sua villa. L’indagine è affidata a Denis, i cui sospetti ricadono su un amante della vittima, ma fin dall’inizio qualcosa non quadra, e c’è chi segue
nell’ombra le sue mosse.
Solo contro tutti, Denis non esita a infrangere la legge per risolvere il caso. E quando si ritroverà faccia a faccia con il nemico, dovrà seppellire ogni pietà e ricordarsi di tenere il
dito ben fermo sul grilletto…

L'autore:
Angelo Petrella è nato a Napoli nel 1978. Laureato in Lettere Moderne all’Università di Roma La Sapienza, ha conseguito un dottorato in Letteratura Italiana presso l’Università

di Siena. Suoi contributi critici e teorici appaiono in riviste e volumi collettivi. Ha scritto i romanzi Cane rabbioso (2006), Nazi Paradise (2007), La città perfetta (2008), Le api
randage (2012), Pompei. L’incubo e il risveglio (2014), Operazione Levante (2017), tradotti anche all’estero. Come sceneggiatore firma soggetti e script per il cinema e la

televisione.

venerdì 13 aprile 2018

Recensione: La fuoriuscita

Titolo: La Fuoriuscita
Autore: Giuseppe Lago
Genere: Psicologico
Casa Editrice: Alpes Italia
Collana: Psicoterapia e Storia
Pagine: 278
Prezzo: 19 euro

Descrizione:
Martha Weber, un’artista di trent’anni, entra nello studio dello psichiatra Livio Spada. Racconta di essere fuoriuscita da un gruppo terapeutico, detto “grande gruppo”, che frequentava da otto anni. Il gruppo è gestito da Adele Lussari, psichiatra affascinante e anticonvenzionale, che ostenta un atteggiamento ribelle nei confronti dell’ambiente scientifico-culturale che la circonda, proponendo il suo metodo alternativo chiamato “psicoscienza”. Le sedute si svolgono a villa Incom, residenza e studio della Lussari. Martha racconta la sua esperienza di seguace della donna, la quale tiene due grandi gruppi con circa cinquanta persone per volta, il venerdì e il sabato. Dal racconto emerge come queste sedute di psicoterapia non siano altro che una maschera per la setta creata dalla Lussari, autoproclamatasi guru carismatico. I seguaci sono costretti ad accettare l’autorità assoluta della loro conduttrice, e ad acquisire nel tempo i tratti della sua personalità, divenendo delle copie e rinunciando al libero arbitrio. La fragilità dei pazienti è terreno fertile per la donna, che riesce a insinuare dubbi, a mettere in crisi una personalità già alterata e a divenire insostituibile per il malcapitato. Il complesso sistema persuasivo e settario è presentato in modo scorrevole e dialogico attraverso il confronto tra vari personaggi che animano la vicenda: in primis Martha e Livio, gli unici a vedere oltre la coltre di fumo che la Lussari ha generato. Martha racconterà di Diego, suo compagno, anche lui coinvolto nel sistema di villa Incom, e poi divenuto l’amante di Adele Lussari, la quale contempla la possibilità di portare il paziente alla guarigione attraverso una relazione che comprenda una fusione di mente e corpo. Livio Spada arriverà a insinuarsi nelle sedute della sedicente psicoterapeuta, e a svolgere direttamente un interessante e trascinante confronto con lei. Anche il figlio di Adele, Ezio, frequenta il “grande gruppo”, e sarà proprio lui, suo malgrado, a smascherare un sistema corrotto, attraverso un episodio violento che metterà in crisi l’opera materna e che farà conoscere al “mondo reale” le contraddizioni del suo metodo. Alla fine non resterà altro che abbandonarsi a uno tsunami, e a fare i conti con i propri errori.

L'autore:
Giuseppe Lago è un medico specializzato in Psichiatria e Psicoterapia breve e integrata. Direttore dell’Istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata, fondatore e condirettore del periodico semestrale Mente e Cura. Ha pubblicato vari libri tra i quali: Orientamenti diagnostici in Psichiatria e Psicoterapia clinica (2002) Ma.Gi. Roma; La Psicoterapia Psicodinamica Integrata: le basi e il metodo (2006) Alpes Italia, Roma; L’illusione di Mesmer (2014) Castelvecchi, Roma; Compendio di Psicoterapia (2016) Franco Angeli, Milano.

La recensione di Miriam:
La psicoterapia, in molti casi, può aiutare persone in difficoltà, e di sicuro nasce con intenti nobili. Tuttavia, non sempre chi la esercita lo fa con coscienza. La psiche umana è plasmabile, plagiabile, influenzabile e, fra tanti professionisti affidabili, può celarsi qualcuno che abusa del proprio potere, inseguendo fini ben diversi dal benessere del paziente. Giuseppe Lago prende spunto da questo concetto per descriverci, in forma romanzata, un fenomeno inquietante quanto reale come quello dell’esistenza di sette laiche – fondate e guidate appunto da presunti “guru” della scienza – che, non meno di quelle d’ispirazione religiosa, possono irretire un alto numero di persone, sfruttando la loro fragilità.
Il “grande gruppo”, diretto dalla nota psichiatra Adele Lussari, ne è un esempio. Chi partecipa alle sedute che regolarmente si svolgono a Villa Incom, di fatto, si ritrova a far parte di una sorta di società segreta dalle regole insolite, all’interno della quale, la terapeuta esercita una fortissima influenza. Più simile a un guru che a una donna di scienza, Adele detta legge e manipola i suoi adepti, inducendoli ad accettare anche pratiche e compromessi che normalmente rifiuterebbero. Lungi dall’aiutarli a raggiungere un equilibrio, esercita su di loro una vera e propria violenza psicologica, creando un rapporto di dipendenza e utilizzando lo spettro dell’emarginazione e della condanna nel caso in cui decidessero di allontanarsi dal gruppo.
Il romanzo ha inizio quando, Martha Weber, una fuoriuscita, si rivolge allo psicoterapeuta Livio Spada, avvertendo il bisogno di rielaborare l’esperienza vissuta e confrontarsi con qualcuno su ciò di cui è stata testimone.
Livio, che ignorava la vera natura degli incontri di Villa Incom, non solo si presta a supportare la donna, ma decide di approfondire la questione, infiltrandosi nel gruppo, in veste di adepto. Sarà in questo modo che farà luce sulla verità.
Adele Lussari e il suo gruppo non esistono, sono frutto dell’immaginazione dell’autore che, pur affrontando l’argomento con grande cognizione di causa, essendo egli stesso uno psichiatra e psicoterapeuta, sceglie di affrontarlo mantenendosi sul piano della fiction. Tutto ciò che racconta è verosimile – probabilmente fra i lettori ci sarà qualcuno che riuscirà a riconoscersi nelle dinamiche descritte per aver vissuto esperienze simili – ma non è riconducibile a una realtà specifica. Personalmente penso che sia proprio questo il punto debole di un’opera, per il resto, estremamente interessante.
Sfruttando le sue conoscenze, Spada ricostruisce nei minimi dettagli le sedute di gruppo di Villa Incom, descrive nel dettaglio la teoria elaborata dalla Lussari, la “psicoscienza” e il modo in cui manipola i suoi seguaci. Questa meticolosità, degna più di un saggio che di un romanzo, di sicuro, ci aiuta a comprendere i meccanismi innescati all’interno del gruppo, il modo in cui il capo di una “setta” può condizionare i suoi adepti, ma perde di interesse, risultando a tratti eccessiva, nel momento in cui si pensa che si basa su una teoria e un’esperienza di fantasia. Se nel libro fosse stato esposto il vero pensiero del fondatore di un gruppo realmente esistente, la dovizia di particolari sarebbe stata utilissima e, probabilmente, avrebbe rappresentato un valore aggiunto, mentre nel caso specifico mi è parsa un po’ ridondante, al punto che in alcuni momenti ho avuto la tentazione di abbandonare la lettura.
Ho trovato coinvolgente il tema affrontato, ammirevole l’intento alla base del romanzo ma non altrettanto avvincente il modo in cui è scritto; più vicino alla saggistica che alla narrativa, dal mio punto di vista, non riesce a catturare l’attenzione e a mantenerla viva fino alla fine, come avrebbe potuto.








mercoledì 11 aprile 2018

Review Party: Profezia vaticana+intervista

Buongiorno cari follower,
oggi vi proponiamo un nuovo Review Party dedicato a Profezia vaticana di Josè Rodigues do Santos (Newton Compton), un thriller adrenalinico che, oltre a tenerci con il fiato sospeso, ci consente di approfondire scottanti verità. Alla recensione segue un'intervista all'autore, che ringraziamo per la sua disponibilità.

Titolo: Profezia vaticana
Autore: Josè Rodrigues Dos Santos
Editore: Newton Compton
Pagine: 528
Prezzo ebook: 3,99
Prezzo cartaceo: 12,00

Descrizione:
Un commando di uomini dello Stato Islamico entra clandestinamente in Vaticano e il papa scompare nel nulla. Qualche ora più tardi comincia a circolare su internet un video nel quale i terroristi mostrano il prigioniero facendo un annuncio sconvolgente: il papa sarà decapitato a mezzanotte in diretta mondiale.
Parte un angoscioso conto alla rovescia, mentre si scatena il caos. Milioni di persone si riversano in strada, le tensioni tra cristiani e musulmani aumentano sensibilmente e alcuni Paesi arrivano addirittura a prepararsi per una guerra imminente.
Tomás Noronha, che sta lavorando ai suoi studi nelle catacombe di San Pietro, viene immediatamente coinvolto nelle indagini per scoprire il luogo in cui è nascosto il papa e si imbatte in un nome enigmatico: Omissis. Che cosa significa?
Seguire questa traccia è l’unica speranza di trovare il pontefice prima che si scateni una crisi globale, ma addentrarsi tra le spire di un segreto così oscuro potrebbe richiedere un prezzo altissimo…

La recensione di Miriam:
Tre notissime profezie, quella di Fatima, di PioX e di Malachia annunciano un evento catastrofico a Roma culminante con la morte del Papa. Diversi studiosi – così come, ai tempi, lo stesso Pontefice interessato – ritengono che la predizione si sia avverata con l’attentato a Giovanni Paolo II, avvenuto nel 1981. Ma sarà davvero così? In effetti, molti sono i punti delle tre profezie riconducibili a quell’evento; tuttavia, ci sono anche alcuni particolari che non vi trovano riscontro, primo fra tutti il fatto che quel Papa è sopravvissuto, mentre le previsioni parlano della sua morte.
In Profezia vaticana, il Pontefice in carica esprime la certezza che i tre testi profetici si riferiscano alla sua persona e che la sua morte avverrà per mano dell’Isis, che gli ha già rivolto delle minacce. Lo rivela allo storico Tomàs Noronha, giunto in Vaticano per compiere degli studi nelle catacombe di San Pietro, chiedendogli di aiutarlo ad approfondire la questione.
I timori del Papa, ben presto, si confermano fondati giacché a distanza di pochissimo, viene sequestrato. Un gruppo di terroristi islamici rivendica il rapimento attraverso un video diffuso sul web che mostra il Capo della Chiesa legato e in ginocchio, pronto per essere giustiziato. Se entro la mezzanotte di quello stesso giorno, l’occidente non si convertirà all’Islam, o in alternativa pagherà un tributo al Califfo, la testa del prigioniero cadrà.
Mentre una folla oceanica di fedeli si accalca in Piazza San Pietro nel tentativo di scongiurare la tragedia con la preghiera, e l’ispettore Trodela indaga, senza troppa convinzione, Tomàs Noronha si attiva, al fine di scoprire il luogo in cui il Santo Padre è tenuto prigioniero ma anche chi e cosa si cela esattamente dietro il suo sequestro. Lo storico, infatti, è convinto che i terroristi islamici non abbiano agito da soli, per poter giungere al Papa devono necessariamente aver contato sull’aiuto di una talpa, un traditore che si aggira proprio in Vaticano. A confermare i suoi sospetti, è l’appello che lo stesso Pontefice rivolge nel video girato dai rapitori, una frase all’apparenza priva di particolare significato ma che lo studioso – esperto fra l’altro di criptoanalisi – riconosce come messaggio in codice. Sarà proprio da qui che partirà per ricercare la verità in una disperata e concitata lotta contro il tempo.
Sebbene siano tanti i thriller ambientati in Vaticano, questo di José Rodrigues dos Santos si distingue per la sua originalità. A renderlo diverso dal solito è il fatto che la finzione si introduce in punta di piedi, rimanendo quasi al margine, in una storia che si nutre di fatti e documenti storici. L’autore ha inventato l’episodio del sequestro e della pista islamica, ma il vaso di Pandora che questo accadimento scoperchia attiene alla realtà. Partendo da una premessa di fantasia, ripercorre con puntualità un lunghissimo quanto triste capitolo della storia delle Chiesa. Andando a ritroso fino agli anni Settanta, ricostruisce lo scandalo del Banco Ambrosiano, la morte sospetta di Papa Giovanni Paolo I, i collegamenti fra la Santa Sede e la Mafia, fino a giungere al coinvolgimento dello IOR in operazioni di riciclaggio di denaro sporco. Insomma, una lunga storia, torbida, complessa e tristemente vera che racconta la corruzione della Chiesa, il suo ruolo da protagonista in affari loschi, che nulla hanno a che vedere con la salvezza delle anime e che mostrano un totale spregio per l’etica.
Leggendo questo romanzo, inevitabilmente si rimane avvinti dalla trama avventurosa, intrappolati in un countdown all’ultimo respiro che rende quasi impossibile staccare gli occhi dalle pagine – sono più di 500 e personalmente le ho divorate nell’arco di due giorni –, ma nello stesso tempo si ha l’opportunità di approfondire un argomento scomodo e di grandissima attualità, di cui forse non si parla mai abbastanza e che offre davvero interessanti spunti su cui riflettere. L’abilità del narratore si coniuga con una grande mole di informazioni ricavate da attente ricerche sul tema (basti dare un’occhiata alla corposa bibliografia in coda per farsi un’idea degli studi condotti dall’autore), dando vita a un libro che ha tutto il potere di intrattenimento della fiction ma anche, in diversi passi esplicativi, il rigore di un saggio.
Una bellissima occasione per godersi una lettura mozzafiato, che di sicuro conquisterà gli appassionati di thriller, entrando, nello stesso tempo, nel merito di un’analisi lucida su una serie di verità spinose, spesso taciute per covenienza.

Intervista all'autore


Cosa ti ha fornito l’ispirazione per Profezia Vaticana?
JRS: Tempo fa avevo deciso di non affrontare mai il tema Vaticano. Non perché lo ritenessi delicato, ma perché sono stati scritti fin troppi romanzi sull’argomento. Il giorno della nomina di Papa Francesco, tuttavia, mentre seguivo l’evento in televisione, ho visto la grandezza cesariana della cerimonia, con i vescovi, le Guardie Svizzere, la folla immensa, gli edifici antichi, e ho pensato: come posso ignorare tale magnificenza? Cosa c’è dietro questa facciata? Quale bruttezza può nascondere tutta questa bellezza? Tanta corruzione, di sicuro. Ecco come mi è venuta l’idea di scrivere Profezia vaticana.
Credi nella Profezia di Malachia?
JRS: Ci credo e non ci credo. La profezia esiste e dice che Francesco sarà l’ultimo Papa. È un buon punto di partenza per un romanzo. Questo Papa sarà l’ultimo come Malachia ha predetto? Sarà assassinato, come annuncia la Profezia di Fatima? I miei romanzi mescolano sempre fiction e realtà, e questo mi è sembrato un argomento stimolante di cui scrivere.
Uno dei tuoi personaggi principali è l’attuale Papa, Francesco. Quanto è stato difficile scrivere di una persona così importante mentre è in vita e in carica?
JRS: Beh, a dire il vero, nel libro non faccio mai il nome “Francesco”. Nel romanzo mi riferisco sempre al “Papa”. Nessun nome. Quindi, il mio è un Papa immaginario. In ogni caso, ho preso tanto da Papa Francesco. È stato una fonte di ispirazione, nulla più.
Nel tuo libro parli della corruzione della Santa Sede, mostri un’istituzione che si cura del denaro più che delle anime, nonostante ciò che la religione cattolica predica. Secondo te, questa corruzione può causare una mancanza di fede?
JRS: La corruzione è nella natura umana, temo. Penso che la realtà emerga chiaramente in questo romanzo. Un famoso romanziere portoghese, Eça de Queiroz, una volta ha detto “siamo fatti tutti della stessa sostanza”. Gli uomini di chiesa non fanno eccezione, anche se hanno la presunzione di essere diversi.
Quale messaggio vuoi che i lettori traggano dalla lettura del tuo libro?
JRS: Mi piace mischiare fiction e realtà. Il protagonista si innamora di una ragazza? Questa è finzione. Il protagonista comprende la corruzione del pontificato di Giovanni Paolo II? Questa è realtà. Perciò, mentre ti intrattieni leggendo una storia d’amore con elementi polizieschi e di spionaggio, apprendi cose vere sul modo in cui funziona il Vaticano, i suoi peccati, i suoi oscuri segreti – e questa non è fiction, tutti i personaggi e le situazioni presenti nel libro sono reali. Così, il romanzo va molto oltre la semplice finzione. Penso che la cosa più importante in letteratura non sia fare sperimentazioni linguistiche, come alcuni credono. La letteratura riguarda la verità, è un mezzo per esprimere la verità. Questa è la cosa più importante. Il Processo di Kafka o 1984 di Orwell non sono grandi libri per il modo in cui sono scritti, ma per le profonde verità che esprimono.
Cosa ti ha spinto a scrivere questo genere?
JRS: La ricerca della verità. La verità nascosta, la verità sconosciuta. Ecco cosa ispira i miei romanzi. Ecco perché scrivo.
Quali autori ti hanno influenzato maggiormente e come?
JRS: Somerset Maugham è quello che mi ha influenzato di più, perché mi ha mostrato che il romanzo più potente è quello che appare semplice, comprensibile. Scrivere in modo semplice è difficile. Anche Phillip Roth mi ha influenzato con la sua ossessione per la verità.
Sei considerato dai lettori il miglior autore portoghese contemporaneo e i tuoi libri hanno venduto più di 3 milioni di copie in tutto il mondo. Qual è il segreto del tuo successo? Perché pensi che i lettori amino così tanto i tuoi libri?
JRS: Dovrebbero spiegarlo i lettori. Ogni lettore è diverso, perciò sicuramente ognuno avrà una motivazione differente per leggermi, ma in generale potrei dire che è perché faccio del mio meglio per spiegare le cose con un linguaggio semplice e attraente, visivamente ricco come se fosse un film. Le parole non sono fini a se stesse, sono uno strumento di verità. Sono sempre interessato alla verità. L’animo umano è affamato di verità e ancora verità, non importa quanto sia spiacevole, è questo che cerco di trasmettere con i miei romanzi.

Interview

What inspired the idea for Vaticanum?
JRS: I decided long ago to never touch the subject of the Vatican. Not because I thought it sensitive, mas because too many novels were written around it. On Pope Francis inauguration day, however, while I was watching the procedures through television, I saw all the Cesarian grandeur of the ceremony, with the bishops, the Swiss guards, the huge crowds, the old buildings, and I thought to myself: how can I ignore such majesty? What lies behind all this panache? What ugliness all this beauty hides? A lot of corruption, surely. That´s how I got the idea for writing Vaticanum.
Do you believe in Malachy’s Prophecy?
JRS: I don´t believe nor disbelieve. The prophecy is there and says that Francis is the last Pope. So, it´s a good starting point for a novel. Is this Pope the last one, as St Malachy predicted? Is he going to be assassinated, as the Fátima prophecy predicts? My novels always blend fact and fiction and I consider this an exciting subject to write about.
One of your main characters is the actual Pope Francis. How difficult was writing about such an important person when he is alive and in charge?
JRS: Well, actually the book never mentions the name “Francis”. In the novel he is always referred to as “the Pope”. No names. So, my Pope is a fictional Pope. However, I did get a lot of things from Pope Francis. He was a source of inspiration, nothing more.
In your book you speak about the corruption of the Holy See, you show an institution who cares about money more than souls, in spite of what catholic religion preaches. In your opinion, can this corruption cause a lack of faith?
JRS: Corruption is in human nature, I´m afraid. I think that reality becomes very clear in this novel. A famous Portuguese novelist, Eça de Queiroz, once famously said “we are all made of the same stuff”. Churchmen are no exception, even if they pretend to be different.
What message do you want readers to draw from reading your book?
JRS: I like to blend fiction with non-fiction. Does the main character fall in love with a girl? That´s fiction. Does the main character understand the corruption in John Paul II pontificate? That´s non-fiction. So, while you entertain yourself reading a love story blended with a detective and espionage story, you learn true things about how the Vatican works, its sins, its dark secrets – and here it´s no fiction, all the situations and characters presented in this book are real. Thus, the novel goes much beyond simple fiction. I believe the most important thing in literature it´s not about experimenting with language, as some believe. Literature is about truth, for fiction is a tool to express truth.  That´s the most important thing. Kafka´s The Process and Orwell´s 1984 are great books not because of the peculiar way they are written, but because the deep truths they expose.   
What drove you to write this genre?
JRS: The search for truth. The hidden truth, the unknown truth. That´s what drives my fiction. That´s why I write.
Which authors have influenced you most and how?
JRS: Somerset Maugham is my greatest influence, for he showed that the most powerful fiction is the one that seems simple, that is understandable. Writing simple is difficult. Phillip Roth also is an influence due to his obsession with truth.  
You’re considered by readers Portugal’s best contemporary writer and your worldwide sales exceed 3 million copies. What’s the secret of your success? Why do you think readers love your books so much?
JRS: That´s for the readers themselves to explain. Each reader is different, so each surely has a different motivation when reading me, but as a general rule I would say that I try my best to explain things in a simple and attractive language, visually rich as if it was a movie. Words are not an end in themselves, they are an instrument for truth. I am always concerned with truth. The human soul is hungry for truth and truth, no matter how hard an unpleasant it is, is what I try to deliver in my fiction.
















Anteprima: Evadne. La valle delle Gorgoni di Diana Al Azem

Titolo: Evadne e La Valle delle Gorgoni
Autrice: Diana Al Azem
Editore: Dunwich
Genere: Young Adult/Fantasy
Pagine: 312
Prezzo: Ebook 3,99 Cartaceo 14,90
Data di uscita: 9/4/2018
Disponibile qui


Descrizione:
Il successo della prima parte della trilogia di Evadne ha fatto diventare Diana Al Azem una delle autrici auto-pubblicate più vendute in Spagna. Dopo aver raggiunto le prime posizioni nella piattaforma digitale di Amazon, arriva il secondo volume della serie. Eva, seguita dai suoi fedeli amici, intraprenderà un viaggio senza ritorno verso l’isola dove sua madre è tenuta prigioniera. Nuovi personaggi e vecchi alleati riaffioreranno in quest’avventura per aiutare Eva a combattere contro l’esercito delle gorgoni. La feroce lotta tra il bene e il male, unita al cambiamento interiore della protagonista, renderà questa storia una lettura elettrizzante per coloro che desiderano immergersi in un mondo sorprendente. Un mondo in cui la realtà si fonde con la fantasia in un ricco mix di azione e colpi di scena.
Riuscirete a resistere al fascino delle sirene?

Non c’era tempo da perdere. Riempii i polmoni d’aria, chiusi gli occhi e corsi. I piedi non sentivano più la solidità del terre­no, galleggiando su un mare di assenza. Niente, non c’era nulla che sostenesse le mie membra. Solo aria. Il dio Eolo mi diede per alcuni secondi un pizzico di asso­luta e affascinante armo­nia. Il vento mi accarezzava il viso e mi abbracciava come una nuvola di cotone. Improvvisamente, tutti i sensi si rivelarono; le orecchie, il naso, gli occhi e la pelle si svegliarono come all’alba di un nuovo giorno. Ogni particella nell’aria, ogni goccia d’acqua, ogni granello di polvere sulle rocce… tutto era raccolto dai miei cinque sensi. Lungi dal sentirsi minacciato da una caduta mortale, il mio cuore piange­va felice per un nuovo inizio, una nuova identità. Come mi aveva detto il signor Fi­sher prima di partire, c’era un tempo per nascere e un tempo per morire.
Quello era senza dubbio il tem­po della mia resurre­zione.

L’autrice
Diana Al Azem nasce a Granada a maggio del 1977. Ha stu­diato filologia inglese presso l’Università di Murcia, ma ha ter­minato gli studi presso l’Università di Essex in Gran Bretagna. È una lettrice instancabile di libri young adult. Evadne e la Va­lle delle Gorgoni è il suo terzo romanzo. In Spagna è appena uscito il ter­zo e ultimo volume della serie, intitolato Evadne – L’Ultima Leggenda.

martedì 10 aprile 2018

Anteprima: Diablo di F.G. Haghenbeck

Titolo: DIablo
Autore: F.G. Haghenbeck
Editore: Newton Compton
Pagine: 288
Prezzo ebook: 3,99
Prezzo cartaceo: 10.00

Descrizione:
Dopo la morte del fratello posseduto da un demone, Elvis Infante è diventato un diablero e si guadagna da vivere dando la caccia a ogni sorta di creatura ultraterrena, per poi venderla al mercato nero. Ma la sua ultima missione sembra diversa da tutte le altre. Nella squallida periferia di Los Angeles si troverà ad affrontare un gigolò travestito da prete, la mafia internazionale, veterani di guerra degli Stati Uniti e una spietata assassina. Elvis scoprirà che il gioco in cui si è andato a cacciare è molto più grande di lui e ci sono fili che dirigono i suoi movimenti senza che se ne accorga.

L'autore:
F.G. Haghenbeck è nato nel 1965 in Messico. È autore di romanzi, graphic novel e libri per ragazzi. Le sue opere hanno ricevuto importanti premi in Messico e in Spagna e sono state tradotte in 14 lingue. Diablo si è aggiudicato il prestigioso Premio letterario Bram Stoker e i diritti sono stati acquistati da Netflix che ha prodotto una serie ambientata in Messico, in uscita nel 2018 in tutto il mondo.

lunedì 9 aprile 2018

Anteprima: Polvere di Enrico Pandiani

In uscita il 10 aprile

Titolo: Polvere
Autore: Enrico Pandiani
Editore: DeA Planeta
Pagine: 432
Prezzo ebook: 8,99
Prezzo cartaceo: 17,00

Descrizione:
È spietata, la polvere, quando si posa sulla vita di un uomo. Pietro Clostermann ha lasciato che sulla propria si accumulasse per anni e non ha alcuna intenzione di scrollarsela di dosso. Da quando ha ingiustamente perso il lavoro di capo della sicurezza per una grossa azienda, è un disoccupato che alza un po’ troppo il gomito e ha come unico amico un gatto al quale non ha mai dato nome. Ma a lui va bene così: se non ti leghi a nessuno, nessuno può deluderti. Poi una mattina si presenta alla sua porta un’anziana vicina di casa bisognosa d’aiuto; anche la sua vita è distrutta, perché pochi mesi prima la figlia Silvia è stata uccisa in circostanze che la polizia non ha saputo o voluto chiarire. Pietro non avrebbe alcun titolo per immischiarsi in quella storia – e in questura c’è almeno una persona che non sarebbe troppo felice di vederselo ricomparire davanti – eppure, impietosito dalla donna, si costringe ad accettare la sfida. La polvere inizierà lentamente a sollevarsi, liberandolo dalla piacevole narcosi dell’indifferenza, ma nessuna occasione di riscatto è priva di un prezzo da pagare. E il destino a volte lo incontri proprio sulla strada che stavi facendo per evitarlo.

L'autore:
Enrico Pandiani, (Torino, 1956), dopo una lunga carriera come grafico editoriale e illustratore, nel 2009 ha esordito con Les Italiens, inizio di una saga noir che diventerà una serie tv coprodotta da Italia e Francia.