mercoledì 1 agosto 2018

Anteprime Dunwich: 3 agosto 2018

Titolo: Oppression (I Figli degli Dei – Vol. I)
Autrice: Jessica Therrien
Genere: Urban Fantasy/Young adult
Editore: Dunwich
Pagine: 306
Prezzo: € 4,99 (offerta lancio a € 1,99 fino al 16 agosto 2018) Cartaceo € 14,90
Data di pubblicazione: 3 agosto

Descrizione:

Ce ne sono altri come lei. Tanti. E la aspettano da moltissimo tempo
Elyse sa cosa significa mantenere un segreto. Lo ha fatto per tutta la vita. Due, a dire il vero. Per prima cosa, invecchia cinque volte più lentamente delle persone normali e, pur dimostrando diciotto anni, in realtà ne ha ottanta.
Secondo, il suo sangue ha il misterioso potere di guarire. Per Elyse questi elementi non la rendono speciale. Rendono la sua vita pericolosa. Dopo la morte dei genitori, è stata attenta a custodire il segreto il più possibile e solo un’altra persona al mondo conosce la sua età e la sua abilità.
O, almeno, così crede.
Elyse non è l'unica a saper mantenere i segreti. Ce ne sono altri come lei, sparsi per il globo, Discendenti delle stesse persone straordinarie che i Greci consideravano dei. Lei è una di loro e la aspettano da molto tempo. Alcuni per mettere fine a secoli di tradizioni che hanno oppresso il loro popolo con il pretesto di salvaguardarlo. Altri sono determinati a impedirle di realizzare il suo destino. Ma per Elyse il gioco è appena iniziato e non è disposta a stare alle loro regole.
La serie I Figli degli Dei è basata sull’idea che gli dei greci non siano mai stati veramente dei, ma una razza segreta che da secoli vive tra noi. I fan di Shatter Me, Percy Jackson, Divergent e Harry Potter adoreranno questa trilogia.
Questo libro è per tutti coloro che amano:
I miti greci;
Le storie d’amore per giovani adulti;
Le abilità sovrannaturali;
I libri con un tocco distopico.

L'autrice:

Jessica Therrien ha trascorso la maggior parte della sua vita nella piccola città di Chilcoot, in California, in alto nelle montagne della Sierra Nevada. In questa città di quasi cento abitanti, senza lampioni o negozi di alimentari, c’era poco da fare se non trovare un modo per essere creativi. Sua madre, l’insegnante locale di inglese, l’ha ispirata a fare tutto ciò che era artistico e ha instillato in lei l’amore per le lingue. Jessica attualmente vive nel sud della California con suo marito e i loro due figli. È l’autrice della trilogia I Figli degli Dei e del romanzo Carry Me Home. Potete trovarla online all’indirizzo www.jessicatherrien.com

Titolo: Reboot (Afterlife Online – Vol. I)
Autore: Domino Finn
Genere: LitRPG/Epic Fantasy
Editore: Dunwich
Pagine: 400
Prezzo: Ebook € 4,99 (offerta lancio € 1,99 fino al 16 agosto) cartaceo € 14,90
Data di pubblicazione: 3 agosto

Descrizione:

Classificato E per l’Epicità.

Tad Lonnerman sta vivendo una giornata schifosa, bloccato in un traffico schifoso, in ritardo per una riunione schifosa. Il lato positivo è che la sua carriera come sviluppatore di giochi non è affatto schifosa, perciò la vita non è poi così male.
Almeno fino a quando non muore.
Ora Tad si ritrova caricato in un beta test di Haven, un MMO iper coinvolgente e non annunciato, in cui i morti hanno una seconda possibilità di vivere. Non è una realtà virtuale, è una realtà digitale. Un vero e proprio aldilà online.
Solo che Haven non è esattamente un paradiso. Tad si imbatte in una faida sanguinaria con i pagani, incontra angeli caduti e si ritrova a farsi raccontare balle dai santi. I suoi unici alleati? Un ragazzo con un’abilità speciale per morire e una fatina che gli rivolge a malapena la parola.
Tutto ciò che Tad desidera è tornare alla sua vecchia vita e farà qualsiasi cosa per riuscirci. Anche stringere un patto con il diavolo.

L'autore: 

Domino Finn è un veterano dell’industria dell’intrattenimento, ha lavorato a videogiochi pluripremiati, ed è l'autore della serie urban fantasy Il Fuorilegge della Magia Nera. Le sue storie sono formate in parti uguali da sudore, birra e sangue, e sono note perché trattano questioni pesanti con una parvenza di sovrannaturale. Se Domino ha un motto per il mondo, è che il fantasy è una faccenda seria.

martedì 31 luglio 2018

Anteprima: Trittico Horror di Richard Laymon

Titolo: Trittico Horror
Contiene i romanzi:
L’ISOLA, LA TANA DI MEZZANOTTE e IL RITORNO DELLA BESTIA
Autore: Richard Laymon
Pubblicazione: Luglio 2018
Traduzioni di:
Alessandro Manzetti, Daniele Bonfanti e Paolo Di Orazio
Illustrazione di copertina: Wendy Saber Core
Illustrazioni di quarta: Stefano Cardoselli
Proofreading: Miriam Mastrovito
Formato Cartaceo
Edizione Collection a tiratura limitata e copie numerate
Pagine: 800
Lingua: Italiano
Prezzo di copertina: € 29


Sinossi:
Volume da collezione contenente tre romanzi del Maestro dell’Horror: L’ISOLA (Island, 1991), LA TANA DI MEZZANOTTE (Midnight’s Lair, 1988) e IL RITORNO DELLA BESTIA (The Beast House, 1986)
Un naufragio su un’isola apparentemente deserta, che nasconde inenarrabili segreti e sadiche pratiche; la claustrofobica esperienza di un gruppo di turisti prigionieri in una serie di grotte sotterranee, che non dovrebbero essere abitate da anima viva; una casa infestata da una bestiale, sanguinaria creatura, nella quale vengono organizzati dei tour per curiosi visitatori. Tutte e tre le storie proposte dall’autore possiedono dei denominatori comuni: l’adrenalina della paura, le ombre dello sconosciuto che prendono forma, mostri umani e creature affamate, la depravazione e le peggiori pulsioni finalmente liberate.

L’Autore: 
RICHARD LAYMON, Chicago, 1947 – 2001.
Vincitore del Bram Stoker Award® e di molti altri premi internazionali, ha pubblicato racconti, raccolte e romanzi, tra i quali: The Cellar (1980), Nightmare Lake (1983), Night Show (1984), Beware (1985), The Beast House (1986), Flesh (1987), Midnight’s Lair (1988), Funland (1989), The Stake (1990), Island (1991), Blood Games (1992), Dark Mountain (1992), End-less Night (1993), In the Dark (1994), Quake (1995), Bite (1996), After Midnight (1997), The Midnight Tour (1998), Along the Missing (1999), The Traveling Vampire Show (2000).
Dello stesso autore per i nostri tipi sono stati pubblicati, in lingua Italiana, i romanzi ‘L’Isola’ (Island, 1991), ‘La Tana di Mezzanotte’ (Midnight’s Lair, 1988) e ‘Il Ritorno della Bestia’ (The Beast House, 1986), e i racconti: Herman (Herman, 1996), La Morsa (The Grab, 1982), Vibrazioni (Good Vibrations, 1996) nell’antologia eBook ‘I Sogni del Diavolo’ (Settem-bre 2015) e Un Buon Posto Segreto (A Good Secret Place, 1993) nell’antologia eBook ‘Danze Eretiche - Volume 1’ (Di-cembre 2015). Dello stesso autore sono inoltre in programma, sempre per i nostri tipi, per pubblicazione tra il 2018 e il 2019, in lingua Italiana, in formato cartaceo ed eBook, i romanzi: The Midnight Tour (1998) e Night in the Lonesome October (2001).

lunedì 30 luglio 2018

Recensione: Widow's Point: il faro maledetto

Titolo: Widow's Point: Il faro maledetto
Autori: Richard Chizmar e Billy Chizmar
Illustrazione di copertina di Wendy Saber Core
Editore: Independent Legions Publishing
Pagine: 146
Prezzo ebbok: 3,99
Prezzo cartaceo: 16,03
Disponibile su Amazon

Descrizione:
Sulle coste spazzate dal vento di Harper’s Cove, all’estremo nord della Nuova Scozia, si erge il Faro di Widow’s Point. Dal giorno in cui è stato edificato, ha causato parecchie morti misteriose, conquistandosi la fama di luogo maledetto. Sono trascorsi circa trent’anni dalla sua chiusura quando Thomas Livingston, scrittore di libri sul paranormale, decide di sfidarlo: vi resterà segregato, da solo, per tre giorni e tre notti, al fine di svelarne il mistero e scrivere un nuovo bestseller. Dopotutto, 268 gradini da scalare e un breve periodo di reclusione sono un prezzo ragionevole per scoprire la verità, ma sarà davvero il solo tributo da pagare? Per scoprirlo non vi resta che prendere fiato e cominciare a salire.

La recensione di Miriam:
I luoghi infestati sono spesso fonte di ispirazione per gli autori horror. In Widow’s Point, a ispirare Richard e Billy Chizmar è un faro abbandonato, ritenuto maledetto perché dal lontano giorno in cui è stato edificato è stato scenario di numerose e  cruente morti.
Una costruzione che per sua natura dovrebbe essere simbolo di salvezza si è trasformata dunque in un teatro degli orrori.
A distanza di trent’anni dalla sua chiusura, lo scrittore Thomas Livingston, esperto di paranormale, decide di indagare sul suo mistero allo scopo di trarne un bestseller. Per tre giorni e tre notti resterà segregato al suo interno, munito di videocamera, per documentare la sua esperienza.
Il racconto coincide con la cronaca dettagliata di questo esperimento – a volte supportata dalle immagini, altre basata solo sull’audio a causa di inspiegabili blackout delle riprese –, intervallata dalla ricostruzione dei diversi fatti di sangue che nel corso degli anni si sono avvicendati sul posto.
Widow’s Point sarà davvero infestato come molti sostengono o quelle che si raccontano sul suo conto sono solo leggende?
La formula di fondo non è originalissima e lo stesso può dirsi del modo in cui l’idea viene sviluppata. Gli autori scelgono di percorrere una strada già spianata reinterpretando, senza grossi scossoni né sorprese, un tema abbondantemente sfruttato, tanto in letteratura quanto sul grande schermo, sebbene intriso di un fascino intramontabile. Nonostante ciò riescono ugualmente a far presa sul lettore grazie alle loro capacità di affabulazione.
L’ambientazione di per sé rappresenta un grandissimo punto di forza, disponendo di tutti gli elementi giusti per catapultarci in una situazione da incubo: l’isolamento, il buio, il silenzio, la vicinanza di un mare tutt’altro che rassicurante, le strane presenze (reali o immaginarie?) che aleggiano nel faro. A fare il resto è il senso di incertezza, la percezione di un pericolo imminente, l’atmosfera cupa che ci coglie nel momento in cui varchiamo la soglia per non lasciarci più.
Caratterizzato da un ritmo incalzante e uno stile quasi da sceneggiatura (forse non del tutto casuale, visto che dalla novella sarà tratto anche un film), Widow’s Point ci fornisce l’impressione di essere davvero reclusi con il protagonista e di condividere con lui le emozioni scatenate da questa avventura.
Suspense e misero sono gli ingredienti principiali di questa storia che, sfruttando al meglio le suggestioni tipiche dell’horror classico, riesce a tenerci con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.
Facendo leva sul perturbante, la trama corre sul filo sottile che separa realtà e allucinazione sospingendoci verso un finale che, lungi dal risolvere in maniera inequivocabile l’enigma, assume una connotazione psicologica che alimenta il dubbio, lasciandoci addosso un certo senso di inquietudine.
Lettura ideale per concedersi una piacevole pausa di relax all’insegna del brivido.






martedì 17 luglio 2018

Recensione: L'unico ricordo di Flora Banks

Titolo: L'unico ricordo di Flora Banks
Autrice: Emily Barr
Editore: Salani
Pagine: 304
Prezzo: 15,90

Descrizione:
Tutti ricordano per sempre il primo bacio. Flora non ricorda nient’altro.
Flora Banks, diciassette anni, non ha la memoria a breve termine. I suoi ricordi si sono fermati a quando aveva dieci anni: da allora, dopo che una malattia le ha colpito il cervello, deve continuamente fissare i momenti che vive, scrivendoli su un quaderno, su post-it, oppure direttamente sulle mani e sulle braccia. Quello che sa di sé è che mamma e papà le vogliono bene, così come Jacob, il suo adorato fratello maggiore, e che Paige è la sua migliore amica, quella che si prende cura di lei nel difficile mondo esterno. Ma una sera, durante una festa, Drake, il ragazzo di Paige, la bacia sulla spiaggia e stranamente questo ricordo non svanisce come gli altri. Flora ricorda il bacio, ricorda le parole di Drake, ricorda ogni singolo istante di quell’episodio. Possibile che Drake sia l’artefice del miracolo? Peccato però che il ragazzo sia partito per studiare in Norvegia… Flora non ha dubbi: deve raggiungerlo, solo così potrà capire veramente chi è e cominciare a vivere davvero. Ma come può fidarsi degli altri se non può fidarsi nemmeno di se stessa?

La recensione di Miriam:
Immaginate di non poter fare affidamento sulla vostra memoria, se non a brevissimo termine. Due ore sono l’intervallo massimo che vi è concesso per ricordare, quello che avete fatto, visto sentito, dopo di che la vostra mente diventa una tabula rasa, un grande foglio bianco su cui restano stagliate solo le memorie legate a un passato remoto… alla vostra infanzia.
Sembra impossibile vivere così, eppure, Flora Banks ci prova con tutte le sue forze. Questa condizione bizzarra, quasi da romanzo o film di fantascienza, per lei è la normalità da quando, all’età di dieci anni, in seguito a un intervento al cervello, subito per bloccare una rara malattia, ha cominciato a soffrire di amnesia anterograda.
Flora ricorda tutto ciò che è accaduto nella sua vita fino al giorno dell’operazione, poi la sua esistenza si riduce a una storia da riscrivere ex novo ogni mattina, una storia che si protrae così ormai da sette anni. Una serie di appunti da rileggere ogni giorno per ritrovare le coordinate, post-it, scritte sulla pelle sono alcuni dei mille mezzi di fortuna cui deve ricorrere per non perdersi.
In questo marasma di ricordi che vanno e vengono, di flash da fissare perché non svaniscano del tutto, c’è però qualcosa che si fissa nella sua mente: un bacio sulla spiaggia, il suo primo bacio.
Una sera, al termine di una festa, Drake bacia Flora e quel ricordo rimane scolpito in maniera indelebile nella sua memoria. Da quel momento qualcosa cambia: la ragazza si aggrappa a quel bacio e al ragazzo che le ha permesso di sentirsi di nuovo normale e veramente viva dopo tanto tempo, al punto che quando lui parte per andare a studiare alle Svalbard, lei non accetta il distacco e decide di fare di tutto per raggiungerlo…
Se avete letto Il diario di London Lane di Cat Patrick, probabilmente l’incipit di questo romanzo vi provocherà una sensazione di déjà-vu, almeno per me è stato così, perché vi sono diversi punti in comune fra le due storie. Nonostante ciò, non si tratta di trame perfettamente sovrapponibili e L’unico ricordo di Flora Banks riesce a ritagliarsi comunque una fetta di originalità. Unico, di sicuro, è il viaggio – fisico e interiore – che la protagonista compirà spinta dal desiderio di ritrovare il suo principe azzurro.
Sebbene vi siano tutte le premesse per un romance in salsa YA, Emily Barr riesce a sorprenderci, confezionando un’opera che non si riduce a questo, anzi si discosta parecchio da un binario così scontato per esplorare ben altri sentieri. Il tema dell’amore ha una sua centralità nella vicenda narrata – e non avrebbe potuto essere altrimenti, considerando che Flora è un’adolescente e l’amore alla sua età è un po’ il motore che muove il mondo –, tuttavia non è il solo tema affrontato.
Partendo da una situazione assolutamente fuori dall’ordinario, l’autrice ricostruisce un percorso di crescita personale, mostrandoci da un lato il coraggio di una ragazza che non si lascia sopraffare dal suo handicap ma lo cavalca affrontando la vita con il sorriso, dall’altro i danni che possono essere causati da genitori iperprotettivi. Quelli di Flora l’hanno rinchiusa in una campana di vetro da quando si è ammalata, lo hanno fatto allo scopo di proteggerla, per eccesso di amore, ma in questo modo hanno finito per tarparle le ali, impedendole di vivere davvero. Il viaggio di Flora rappresenta un atto di ribellione, è il modo insolito, avventuroso, toccante in cui lei si riappropria della sua esistenza e della propria libertà. Impresa questa che la condurrà anche a riscoprire e apprezzare il grande valore della vera amicizia.
Sebbene alcuni passi risultino un po’ ripetitivi, giacché ogni volta che la protagonista rilegge i suoi appunti per ricordarsi chi è e cosa ha fatto, vengono riproposti anche a noi, la storia risulta avvincente e soprattutto coinvolgente sul piano emotivo. Strutturata come fosse un giallo innesca una forte curiosità di scoprire cosa accadrà e come si risolverà il tutto, tanto da spingerci a proseguire senza sosta nella lettura.
Un mistery insolito e commovente, in grado di esplorare con delicatezza il momento del passaggio dall’adolescenza all’età adulta, puntando i riflettori sull’importanza di accettarsi per quel che si è e di trasformare in punti di forza le proprie debolezze.






mercoledì 11 luglio 2018

Review Party: L'uomo sbagliato di Salvo Toscano

Buongiorno cari follower,
nuovo Review Party oggi per festeggiare l'uscita de L'Uomo sbagliato di Salvo Toscano (Newton Compton), un giallo tutto italiano che vede tornare in pista i fratelli Corsaro.

Titolo: L'uomo sbagliato
Autore: Salvo Toscano
Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Prezzo ebook: 3,99
Prezzo cartaceo: 9,90

Descrizione:
Palermo. Cosimo Pandolfo è in galera da anni per l’omicidio di Giovanni Cannizzaro. Alla base del delitto, una banale questione di vicinato. Però Pandolfo, uomo violento e dedito all’alcol, si è sempre dichiarato innocente. Solo il figlio Filippo gli crede. E quando una testimone in punto di morte gli racconta una verità rimasta nascosta, che potrebbe scagionare il padre, il ragazzo si rivolge ai fratelli Roberto e Fabrizio Corsaro, noti per la loro abilità nel risolvere i casi più difficili. Avvocato il primo, giornalista il secondo, indagheranno seguendo piste diverse e arriveranno a scoperchiare un calderone di segreti, inganni e brutali violenze, che porta fino all’Iraq e agli orrori della guerra. La vittima, infatti, ha trascorsi da mercenario, sui quali aleggia l’inquietante spettro di un’organizzazione internazionale che dalla Sicilia muove i suoi fili nelle zone di guerra. Roberto e Fabrizio sfideranno un avversario pericoloso e senza scrupoli. Mettendo a rischio la loro stessa vita.

La recensione di Miriam:
Un nuovo caso vede scendere in campo i fratelli Corsaro. Questa volta la sfida consiste nel tirare fuori dal carcere un presunto innocente. È lui l’uomo sbagliato, si chiama Cosimo Pandolfo ed è stato condannato a trent’anni di detenzione per un omicidio che assicura di non aver commesso. I giudici non hanno dubbi sulla sua colpevolezza, ma il figlio Filippo non è dello stesso parere. Sebbene suo padre sia un uomo violento e alcolizzato, è un tipo dal fisico minuto e ritiene improbabile che possa aver sopraffatto un colosso come Giovanni Cannizzaro – questo il nome della vittima – istruttore di arti marziali ed ex mercenario in Iraq. I suoi dubbi si trasformano in certezza quando, parlando con una testimone, apprende qualcosa di nuovo, un’informazione mai emersa durante le indagini e che potrebbe cambiare le carte in tavola. Si rivolge allora a Fabrizio Corsaro, affinché scriva un articolo in proposito che possa aiutarlo a far riaprire il caso. Il giornalista non solo accetta, ma coinvolge il fratello Roberto nella vicenda perché si faccia carico della difesa.
Ovviamente, per riuscire nell’impresa occorrono prove, è necessario indagare a partire dalla nuova pista e tentare di scoprire l’identità del vero assassino, ed è esattamente quello che i due prodi fratelli fanno avviando delle ricerche in parallelo.
Il romanzo si sviluppa alternando capitoli narrati dal POV di Fabrizio e Roberto, consentendoci di seguire le due linee investigative alla ricerca della verità.
Quello che inizialmente sembra il tragico epilogo di una banale lite fra vicini di casa, gradualmente si trasforma in un omicidio ben più complesso, che rimanda ai particolari trascorsi di Cannizzaro e al periodo vissuto in medio oriente. Il mistero della sua morte, infatti, si annida proprio fra le pieghe di qualcosa che è accaduto là. Il giallo sapientemente imbastito da Salvo Toscano ci rimanda dunque agli orrori della guerra, agli oscuri segreti che si celano dietro l’attività dei contractors, alle violenze perpetrate dai soldati sui civili, soprattutto sulle donne. Tematiche che scuotono e danno anche da riflettere, insieme a quella della fallibilità della giustizia che, a volte, non si dimostra tale, finendo per colpire persone innocenti.
Da questo punto di vista, Cosimo Pandolfo rappresenta un po’ il capro espiatorio ideale, trattandosi di un tipo dalla condotta tutt’altro che irreprensibile, un uomo che suscita sentimenti negativi e non si fatica a identificare come reo, anche di crimini che non ha commesso.  
La storia che gradualmente prende forma è a tinte forti e alza il sipario su una realtà agghiacciante; il ritmo narrativo è incalzante al punto da proiettarci in una lettura senza respiro, sostenuta da uno stile diretto, tagliente, all’occorrenza ironico.
Mentre la trama incentrata sul caso giudiziario si sviluppa, i ritratti dei due fratelli Corsaro si arricchiscono di nuovi dettagli che ci aiutano a conoscerli meglio e a rimanere aggiornati sull’evoluzione dei loro percorsi personali. Nei momenti di pausa dalle indagini li ritroviamo immersi nei loro problemi personali: vediamo Fabrizio, sempre alle prese con la sua depressione, dover fronteggiare ora l’emergenza di uno sfratto inatteso e la ricerca di una nuova casa, mentre Roberto si impegna per ricucire il rapporto con la moglie e metabolizzare il lutto causato dalla perdita dell’amica Valeria. Sono dettagli, piccoli scampoli di vita quotidiana che restituiscono i due protagonisti, determinati, forti vincenti sul piano professionale, a una dimensione più umana in cui si annidano anche i loro difetti, le debolezze, le paure.


 







mercoledì 4 luglio 2018

Review Party: Il giallo di Montelepre di Gavino Zucca


Il secondo Review Party che vi proponiamo oggi è dedicato a Il giallo di Montelepre di Gavino Zucca (Newton Compton), proseguono le indagini del tenente Giorgio Roversi che ci trascinano in una Sardegna misteriosa.

Titolo: Il giallo di Montelepre
Autore: Gavino Zucca
Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Prezzo ebook: 3,99
Prezzo cartaceo: 10,00

Descrizione:
Sassari, 1961. È la settimana prima di Natale quando un barbone molto noto in città viene trovato morto in una piazza del centro storico. I sospetti ricadono subito su un altro mendicante, di cui si perdono immediatamente le tracce. Il caso si presenta all’apparenza molto semplice: qualcuno ha visto il presunto omicida che sottraeva qualcosa dalle tasche della vittima. Ma il tenente dei carabinieri, Giorgio Roversi, bolognese DOC trasferito in Sardegna per motivi disciplinari, non ne è del tutto convinto. Seguendo gli indizi disseminati ovunque, e con l’aiuto di Luigi Gualandi, ex ufficiale veterinario dell’Arma, il tenente scoprirà che la verità affonda le proprie radici in storie del passato, antiche e ormai dimenticate… Quando anche un secondo cadavere viene rinvenuto, Roversi ha davvero poco tempo per agire: dovrà risolvere il caso al più presto, prima che l’assassino riesca a farla franca.

La recensione di Miriam:
Natale si avvicina, ma l’atmosfera a Villa Flora più che festosa sembra divenire sempre più cupa. Qualcuno ha sparpagliato i bulbi di donna Brunilde e rubato le patate pronte per la semina, un lenzuolo è sparito, mentre uno strano gatto giallo pare sbucato fuori dal nulla. Il tuttofare Michele ritiene che il responsabile degli strani fenomeni sia il fantasma che, secondo una vecchia leggenda, protegge un tesoro nascosto dai Gesuiti nella villa. Luigi Gualandi, invece, ha una spiegazione più razionale: qualche ladruncolo si sta divertendo a sue spese. Interpella così l’amico Giorgio Roversi affinché lo aiuti a dirimere la matassa. Il tenente non esita a correre in suo soccorso, ma ben presto la sua attenzione viene distratta da un caso più grave: Millomì, un barbone noto nella zona è stato assassinato. 
I primi sospetti ricadono su un altro senzatetto, tuttavia alcuni indizi convincono Roversi che non sia il vero colpevole e che la verità vada ricercata altrove. Una schedina del totocalcio e un misterioso ciondolo posseduto dalla vittima sono i due elementi da cui si svilupperanno le indagini che dal centro di Sassari si sposteranno a Montelepre, un quartiere periferico che il tenente appassionato di Tex Willer non esiterà a ribattezzare Montelepre Town, come fosse una città saltata fuori dal fumetto.
Ancora una volta Gavino Zucca ci trascina nella Sardegna degli anni ’60, per catturarci fra le spire di un giallo appassionante, arricchendo una storia da brivido con i colori di una terra che sa essere genuina e misteriosa, accogliente e ostile allo stesso tempo. Fra antiche tradizioni, leggende locali, superstizioni, sapori e paesaggi unici, prende forma una trama che incuriosisce e diverte proprio perché ai toni più seriosi, tipici del genere poliziesco, abbina il brio di una narrazione frizzante e ironica, scandita da una carrellata di personaggi vivaci e molto caratteristici.
Così come ne Il mistero di Abbacuada, il tenente Roversi potrà contare su collaboratori speciali nel condurre le sue ricerche. Di nuovo troverà in Luigi Gualandi e nella sua famiglia allargata un validissimo aiuto. La piazza, il bar, i luoghi tipici di ritrovo dei sassaresi, di nuovo rappresenteranno fonti preziose da cui attingere informazioni.
Man mano che le indagini procedono, nuovi elementi emergono avvicinandoci sempre più alla verità, ma trasportandoci anche ancora più indietro nel tempo. Gradualmente si andrà delineando, infatti, la storia personale di Millomì, ex soldato, che ci porterà nel lontano ’46.
Pur passando in secondo piano, poi, i misteri legati a villa Flora non verranno dimenticati, anche perché continueranno a infittirsi e ad arricchirsi di nuovi particolari; Roversi seguiterà a indagare pure in tal senso, cosicché, muovendoci con lui sulle tracce di un assassino, ci ritroveremo coinvolti in un carosello di bizzarri avvenimenti. Ai furti dell’ipotetico fantasma, si aggiungerà una strana invasione di gatti gialli che coinvolgerà anche altre case della zona e, ciliegina sulla torta, l’enigmatica comparsa al bar di un inquietante figuro: il pindacciu (lo jettatore). Possibile che l’arrivo in città di questo personaggio foriero di sventura sia legato in qualche modo agli ultimi accadimenti?
Se ciò non fosse abbastanza, ci sarà inoltre un’ulteriore novità che toccherà Roversi da vicino, complicando il tutto: l’arrivo da Bologna di Flavia Lanzarini, figura chiave del suo passato e protagonista dei fatti che gli sono costati il trasferimento in Sardegna. Evento, questo, che ritaglierà una finestra sui trascorsi del tenente, consentendoci di conoscerlo meglio, e che aprirà un giallo nel giallo, fornendoci nell’epilogo un grosso indizio su quel che potrà riservarci il prossimo libro della serie.











Review Party: Il settimo oracolo di G.L. Barone

Buongiorno cari follower,
oggi giornata all'insegna dei Review Party, ve ne proponiamo ben due. Per cominciare festeggiamo l'uscita de Il settimo oracolo di G.L. Barone (Newton Compton), ultimo capitolo della Fenice Saga. Si torna a parlare di vaccini e di un inquietante complotto internazionale.

Titolo: Il settimo oracolo
Autore: G.L. Barone
Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Prezzo ebook: 3,99
Prezzo cartaceo: 9,90

Descrizione:
Due bambini barbaramente uccisi e con la bocca cucita: è questo il macabro delitto su cui è chiamato a investigare Nigel Sforza dell’Interpol. Aiutato dal diplomatico Nicolò Nobile e dal colonnello Hannibal Gutierrez, l’esperto ispettore segue le tracce dell’assassino fino a Istra, una cittadina a nord di Mosca. È lì, nei pressi dell’enigmatica Wardenclyffe Tower, la torre di Tesla voluta negli anni Settanta dal governo sovietico, che la vicenda sembra abbia avuto inizio. Le indagini portano quasi subito a un’inquietante scoperta: dietro all’installazione si nasconde un laboratorio segreto, impegnato a proseguire i più abietti esperimenti nazisti in campo eugenetico. Intanto, un altro indizio viene rinvenuto nella piana delle piramidi, il luogo in cui negli anni Sessanta era stata scoperta la mummia del primo faraone d’Egitto, il dio Osiris. Un misterioso, ancestrale vaticinio, il Settimo oracolo, sembra stia tirando le fila dell’intera vicenda…

La recensione di Miriam:
Terzo e ultimo atto della Fenice Saga, Il Settimo Oracolo ci riporta al centro del mistero legato alla sintesi di un nuovo vaccino contro l’Ebola e del complotto internazionale che gli gravita attorno. La rete si infittisce e la tensione sale poiché nuovi elementi intervengono a complicare il quadro d’insieme.
Ancora una volta la storia si disloca in diversi luoghi geografici. Ritroviamo il PM Zeno Veneziani, scampato all’attentato terroristico al Palazzo delle Nazioni Unite e tratto in salvo dalla tribù degli Awà nella foresta amazzonica. Ritornato cosciente, dopo le cure, ricevute dallo sciamano Sasso Grigio, l’uomo si imbatte in un ragazzino che attira subito la sua attenzione. Il suo nome è John Tan-tan, possiede una misteriosa cassa contenente documenti che rinviano al vaccino, e a quanto pare la Sunrise X è sulle sue tracce.
Intanto, l’ispettore dell’Interpol Nigel Sforza, coadiuvato da Niccolò Nobile e dal colonnello Hannibal Gutierrez, è in Russia per indagare sull’omicidio di due infanti ritrovati con la bocca cucita. Un caso che sembra non avere alcuna attinenza con le sue ultime indagini, finché la pista investigativa non lo riporta alla Torre di Tesla e a un laboratorio segreto in cui si svolgono inquietanti esperimenti di eugenetica… riconducibili sempre al caso del vaccino da cui tutto ha avuto origine.
In modo imprevisto, fili all’apparenza slegati finiscono per intrecciarsi e le stesse strade dei vari personaggi, divisi dagli ultimi eventi, gradualmente, si ricongiungono facendoli ritrovare fisicamente all’interno della stessa squadra.
Nuovi inquietanti interrogativi prendono forma, man mano che le ricerche portano a galla preoccupanti verità. Perché il vaccino somministrato in massa dal governo sta causando molteplici morti anziché tenere la gente al riparo dall’epidemia? Che fine ha fatto padre Fernandes? Chi è davvero il piccolo John Ta-tan e perché è ricercato? E ancora, chi sono gli infanti morti e cosa accade davvero nel laboratorio segreto scoperto in Russia?
Ancora una volta, Barone orchestra un plot corposo e complesso, straripante di accadimenti, informazioni e rimandi, al punto che leggendo ci si sente come travolti da un autentico ciclone. Seguire il filo non è semplicissimo, tantissimi sono i tasselli da incastrare e i dettagli da tenere a mente per ricomporre il puzzle, ma lo sforzo viene ampiamente ripagato dalla ricchezza di una storia appassionante, di grandissima attualità, e fitta di interessanti spunti di riflessione.
Il thriller sempre più assume sfumature fantascientifiche; la tesi complottistica già profilata nei libri precedenti qui viene rinsaldata, sollevando il sipario su una dimensione, reale ma quasi parallela, in cui accadono cose indicibili, la scienza forza i confini dell’etica nel modo più estremo e raccapricciante possibile, e gli interessi delle multinazionali interferiscono con quelli della salute pubblica.
Per sbrogliare l’intricata matassa annodata dall’autore, occorrerà esplorare i segreti dell’eugenetica, e degli esperimenti cominciati dai nazisti, ma anche ritornare ai misteri delle piramidi di Giza e al ritrovamento della mummia del Primo Faraone avvenuto negli anni ’60, fino a considerare le teorie di Zecharia Sitchin e valutare un’ipotesi alternativa sull’origine dell’umanità.
Un bellissimo romanzo che pur forzando i confini della realtà e proiettandoci nella fiction, ci induce a interrogarci su questioni tutt’altro che fantasiose, come le manipolazioni cui possiamo essere sottoposti o il rischio di un’epidemia globale.