venerdì 19 ottobre 2018

Anteprima: Datura. Una storia di famiglie, di vendetta e di bugie di Jaden Serrano

Titolo: Datura. Una storia di famiglie, di vendetta e di bugie
Autore: Jaden Serrano
Editore: selfpublishing
Pagine: 297
Prezzo eBook: 2,99
Prezzo cartaceo: 5,99

Descrizione:
Stati Uniti, Texas, dicembre 1998. Philip J. Bradshaw viene giustiziato nel carcere di Huntsville per l’omicidio di due ragazzi, avvenuti la notte di Halloween del 1985 nella cittadina di Monroe. Le sue ultime parole sono: “Io non sono Philip J. Bradshaw e voi non potete più fermare questa condanna”.
Jaden Serrano, ex galeotto e medium ciarlatano, è l’unico amico che abbia avuto negli anni di reclusione. Spinto da una promessa fattagli negli anni di carcere, ripercorre i luoghi e la storia di Philip, dall'incidente in cui rimase sfigurato alla notte in cui uccise i due ragazzi, scoprendo a poco a poco una verità sempre più scomoda sulle famiglie di Monroe e sulla vera identità del suo amico sfigurato.

mercoledì 17 ottobre 2018

Recensione: Il libro degli orrori

Titolo: Il libro degli orrori
A cura di Stephen Jones
Autori: Autori Vari
Editore: Independent Legions Publishing
ISBN (Edizione Cartacea) 978-88-31959-12-4
Pubblicazione: Ottobre 2018
Illustrazione di copertina: Wendy Saber Core
Traduzioni: Daniele Bonfanti, Nicola Lombardi,
Francesca Noto, Chiara Beltrami
Revisioni e Proofreading: Miriam Mastrovito
Coordinamento e Supervisione: Alessandro Manzetti
Formato Cartaceo
Edizione ‘Collection’ a tiratura limitata e copie numerate
Pagine: 400
Lingua: Italiano
Prezzo di copertina: € 23
Il libro è in vendita sullo store dell'editore
su eBay e presso alcune librerie specializzate


Sinossi/Descrizione:

Antologia di 14 racconti horror a cura di Stephen Jones (titolo ori-ginale: 'A Books of Horrors', 2011), opera finalista al World Fantasy Award e al British Fantasy Award, tradotta in Italiano per la prima volta. Contiene i seguenti racconti: IL PICCOLO DIO VERDE DELL’AGONIA di Stephen King; FIGLIA DEL FUOCO di Caitlín R. Kiernan; FANTASMI CON I DENTI di Peter Crowther; LA FIGLIA DEL FABBRICANTE DI BARE di Angela Slatter; COLUI CHE CAMMINA NEI BOSCHI di Brian Hodge; DIMMI CHE TI RIVEDRO’ di Dennis Etchison; LA MUSICA DI BENGT KARLSSON, ASSASSINO di John A. Lindqvist; RISPOSTA SBAGLIATA di Ramsey Campbell; ALICE ATTRAVERSO IL FOGLIO DI PLASTICA di Robert Shearman; L’UOMO NEL FOSSO di Lisa Tuttle; UN GIOCO DA BAMBINI di Reggie Oliver; UNA TRISTE COSA OSCURA di Michael Marshall Smith; VICINO A ZENNOR di Elizabeth Hand; ULTIME PAROLE di Richard Christian Matheson.
Introduzione di Stephen Jones.

Dall’introduzione di Stephen Jones:

“Ma che diavolo è successo al genere horror?
Dove sono finiti i mostri minacciosi, i vampiri violenti, i licantropi letali, gli spettri spaventosi e le mummie macabre?
Di questi tempi, è più facile ritrovarsi con succhiasangue che mostrano il loro lato sentimentale, mentre i lupi mannari lavorano sotto copertura per il governo, gli spettri fanno gli investigatori privati, e i morti viventi sorseggiano il tè in-sieme alla società bene di un romanzo di Jane Austen. Non sono queste le figure iconiche della paura e della meraviglia con cui siamo cresciuti. Non sono queste le Creature della Notte che hanno messo paura a tante generazioni nel corso dei secoli, costringendo innumerevoli bambini a cercare rifugio sotto le coperte, mentre leggevano libri e fumetti alla luce di una torcia. Oggi, viviamo nel mondo dell’horror-lite. Questa tremenda denominazione è stata coniata dagli edi-tori per descrivere il tipo di narrativa che attualmente gode di enorme successo nei suoi sottogeneri, come il paranor-mal romance, l’urban fantasy, il mash-up letterario, e lo steampunk.
Anche se non si può negare che esiste un pubblico per queste opere, per lo più non si tratta di libri rivolti ai lettori di storie dell’orrore tradizionali. Il pubblico di questi sottogeneri non è interessato a farsi spaventare deliziosamente da ciò che legge, o a non riuscire a togliersi dalla testa un racconto particolarmente inquietante anche molto dopo aver chiuso il libro. E questo non sarebbe un problema, se gli editori e i rivenditori non stessero usurpando il mercato horror tradizionale con una valanga di volumi usa-e-getta destinati al lettore “moderato.”
Be’, è giunto il momento di riappropriarsi del genere horror, per coloro che comprendono e apprezzano il valore e l’impatto di una storia che fa paura.” (…)
Con Il libro degli orrori, speriamo di essere stati all’altezza del titolo, e di tutto ciò che implica.

Profilo del Curatore:

STEPHEN JONES vive a Londra, in Inghilterra. Candidato al Premio Hugo, ha vinto per tre volte il World Fantasy Award e l’International Horror Guild Award, cinque volte il Bram Stoker Award, ventuno volte il British Fantasy Awards e il Premio alla Carriera della Horror Writers Association.
È uno dei più acclamati scrittori ed editor della Gran Bretagna, ha al suo attivo più di 145 libri, tra i quali: The Art of Horror Movies: An Illustrated History; i libri sui film Coraline e Stardust di Neil Gaiman, The Illustrated Monster Movie Guide e The Hellraiser Chronicles; i saggi Horror: 100 Best Books e Horror: Another 100 Best Books (entrambi scritti con Kim Newman), le raccolte di racconti Necronomicon e Eldritch Tales di H. P. Lovecraft, The Complete Chronicles of Co-nan e Conan’s Brethren di Robert E. Howard, Curious Warnings: The Great Ghost Stories of M.R. James; oltre ad antolo-gie come Horrorology: The Lexicon of Fear, Fearie Tales: Stories of the Grimm and Gruesome, A Book of Horrors, The Mammoth Book of Vampires, le serie The Lovecraft Squad e Zombie Apocalypse!, e ventinove volumi del Best New Hor-ror. Independent Legions ha in programma la pubblicazione in italiano di altre due antologie curate da Stephen Jones: Libri da Incubo (‘Nigtmare Stories’) e Quintessenza Horror (‘The Very Best of Best New Horror’)
Sito web: www.stephenjoneseditor.com



La recensione di Miriam:

Che fine ha fatto il vero horror? Partendo da questo interrogativo, legittimo in un periodo in cui l’horror tradizionale sembra essere stato soppiantato, sul mercato, da sottogeneri più soft quali il paranormal romance, l’urban fantasy, lo steampunk, Stephen Jones lancia una sfida ad alcuni fra i massimi esponenti del genere, allo scopo di proporre al lettore un’opera che gli faccia riscoprire il piacere della paura. Nasce così Il libro degli orrori, un’antologia in cui non c’è spazio per vampiri innamorati o creature infernali pronte a mettersi al servizio della giustizia, e i veri mostri tornano a impadronirsi della scena per regalarci notti insonni e brividi lungo la schiena. Una raccolta per autentici appassionati del genere (ma ideale anche per neofiti desiderosi di un corposo assaggio), che intende segnare una sorta di ritorno alle radici. Il che, chiaramente, non implica l’esclusione categorica del nuovo o delle sperimentazioni. Fermo restando l’obiettivo inderogabile di terrorizzare chi legge, ciascun autore ha avuto massima libertà di espressione, cosicché il risultato è una carrellata di testi molto eterogenei per tematiche e stile, corrispondenti a svariate interpretazioni del concetto stesso di paura.
Creature terrificanti, indubbiamente, infestano queste storie – basti pensare al Piccolo dio verde dell’agonia di Stephen King, ai  Fantasmi con i denti di Peter Crowther, a Colui che cammina nei boschi di Brian Hodge, all’inquietante Uomo nel fosso di Lisa Tuttle, o alla Triste cosa oscura di Michael Marshall Smith, solo per citarne alcune –, ma non sempre si tratta di esseri tangibili; spesso sono mostri interiori, pura espressione delle fobie o del lato oscuro dell’animo umano – si pensi alla paura del fuoco egregiamente drammatizzata da Kaitlín Kienrnan in Figlia del fuoco, alla paura della morte e al desiderio di superarla efficacemente resa in Dimmi che ti rivedrò di Dennis Etchison, o al timore che i morti ritornino, gestita in modo sorprendente da La figlia del fabbricante di bare di Angela Slatter –, rappresentazioni che strisciano al confine della realtà, insinuando in noi quel margine di dubbio, che poi è il motore più efficace del terrore.
In molti casi, a ispirare i racconti, sono tematiche classiche, come la casa infestata  (La musica di Bengt Karlsson assassino di John Ajvide Lindkvist o Alice attraverso il foglio di plastica di Robert Shearman), la possessione demoniaca (Il Piccolo dio verde dell’agonia di Stephen King), i fantasmi (Fantasmi con i denti di Peter Crowther), o possibili visitatori alieni (Vicino a Zennor di Elisabeth Hand), eppure ciascuno scrittore riesce a sorprenderci con interpretazioni originali che vanno oltre il puro scopo intrattenitivo, mostrandoci come l’horror si presti a divenire metafora di contenuti profondi (il che dal mio personale punto di vista è ciò che conferisce spessore e potenzialità al genere). 
Ecco allora che Il piccolo dio verde dell’agonia di Stephen King, oltre a narrarci di una raccapricciante possessione, scandaglia la paura del dolore insita nell’essere umano e l’incubo rappresentato dalla malattia; il macabro quiz radiofonico che turba le notti di Edgeworth, il protagonista di Risposta sbagliata di Ramsey Campbell, ci fornisce l’occasione per una toccante riflessione sulla solitudine e sulla paura di essere soli; Colui che Cammina nei Boschi di Brian Hodge, nel raccontarci di un’antica creatura che infesta i boschi, ci fa riflettere sulla violenza esercitata dall’uomo sulla natura; Un gioco da bambini di Reggie Oliver, nel narrarci di una ragazzino astuto, curioso e ribelle, intento a esplorare una tenuta gravida di orribili segreti, si propone come allegoria della perdita dell’innocenza; Una triste cosa oscura di Michael Marshall Smith ci pone a contatto con un mostro tangibile, ma che incarna il dolore della perdita, la difficoltà di elaborare il lutto; la disturbante musica che fa da sottofondo a La musica di Bengt Karlsson assassino di John Ajvide Lindqvist scandisce la paura di perdere le persone che amiamo.
Discorso a sé merita Ultime parole di Richard Christian Matheson, che non a caso conclude la raccolta. Si tratta di un racconto molto particolare che, facendoci entrare nella mente di un serial killer, ci spinge a riflettere su un desiderio universale: quello di essere sentiti e ricordati, anche dopo la nostra dipartita.
Un’ottima occasione, insomma, per riscoprire o scoprire, il vero horror, lasciandosi guidare dalle penne più autorevoli in campo.


martedì 9 ottobre 2018

Anteprima: No exit di Taylor Adams

Titolo: Non exit
Autore: Taylor Adams
Editore: DeA Planeta
Pagine: 352
Prezzo: 17,00
Data di pubblicazione: 9 ottobre 2018

Descrizione:

Era bloccata a tremila metri d’altitudine, con i tergicristalli rotti, il cellulare morto e le parole dell’ultimo sms che le ronzavano in testa: “La mamma è okay, per il momento”.

È la sera del 23 dicembre, e sulle alture del Colorado la bufera di neve del secolo infuria da ore quando Darby è costretta a cercare riparo nella stazione di servizio di Wanapa, dove un vecchio cartello promette caffè bollente.
Tutto ciò che si augura è di riuscire a raggiungere il capezzale della madre prima che sia troppo tardi. Ma in quel luogo isolato dal mondo, nel retro di un furgone dai vetri semioscurati, Darby vede qualcosa che non avrebbe dovuto vedere.
Qualcosa di tanto incongruo da farle pensare a una specie di allucinazione: una paffuta mano infantile affacciata tra le sbarre di una grossa gabbia per cani. Inizia così, con un fotogramma fuori posto in una notte travagliata e bianchissima, l’avventura destinata a trasformare Darby nella più tosta e determinata delle eroine e il suo viaggio in una lotta per la sopravvivenza costellata di vertiginosi rovesciamenti.

Pubblicato per la prima volta da una piccola casa editrice inglese, No Exit ha conquistato i lettori grazie al ritmo forsennato e all’astuzia dei continui colpi di scena. Divenuto un clamoroso successo del passaparola, ha scatenato aste agguerrite fra gli editori e le major hollywoodiane.

lunedì 8 ottobre 2018

Recensione: I gemelli Gheddafi

Titolo: I gemelli Gheddafi
Autore: Marco Unbezio
Editore: Bookabook
Pagine: 272
Prezzo ebook: 7,99
Prezzo cartaceo: 15,00

Descrizione:
Milano, seconda decade degli anni Duemila. Mentre nel pieno della notte viene ritrovato il cadavere di un ragazzo mediorientale orrendamente mutilato, l'avvocato Matteo Riflessi riceve una telefonata. È Marco, il suo vecchio amico d'infanzia. Insieme erano "i Gemelli Gheddafi", il terrore del quartiere. A distanza di anni, il suo compagno di giochi, diventato un prete di prestigio della Curia milanese, gli chiede aiuto: un anziano monsignore è accusato di ricettazione di antichi manoscritti e ha bisogno di un avvocato. Ma quando il prelato muore in circostanze sospette, Matteo resta intrappolato in una vicenda labirintica la cui unica certezza è un misterioso legame tra i due cadaveri. Circondato da illustri porporati, 'sciure' fattucchiere e fantasmi del passato, Matteo avrà l'ardito compito di ricomporre lo schema di omissioni al cui interno si cela un'unica sconcertante verità.

La recensione di Miriam:
Due amici di vecchia data si  riuniscono in occasione di un arresto. Marco Corsini e Matteo Riflessi erano inseparabili da ragazzini, insieme giocavano e si divertivano terrorizzando il quartiere, ragion per cui erano soprannominati i Gemelli Gheddafi.  Di tempo ne è passato da allora, ormai sono uomini maturi e hanno scelto strade diverse: Matteo è diventato avvocato, mentre Marco ha preso i voti.
È proprio quest’ultimo a rintracciare l’amico, quando un prete a lui vicino, Monsignor Renzo Rossi, viene accusato di aver rubato alcuni libri antichi. Gli chiede di difenderlo e aiutarlo a ottenere gli arresti domiciliari, e lui, ovviamente non può che accettare. In fondo si tratta di un compito semplice e sbrigativo, almeno questo è ciò che crede finché la situazione non assume un piega del tutto imprevista.
Subito dopo aver ottenuto i domiciliari, il sacerdote viene ritrovato morto. La polizia è pronta ad archiviare il caso come suicidio, ma a Matteo i conti non tornano. La dinamica dei fatti gli suggerisce piuttosto l’idea di un omicidio, ma c’è di più. Quasi in contemporanea con la sua morte, in città viene rinvenuto il cadavere mutilato di un extracomunitario e alcuni dettagli inducono l’avvocato a sospettare che le due uccisioni siano legate in qualche modo.
Sebbene le forze dell’ordine, e lo stesso Marco, lo invitino a non immischiarsi e a lasciar perdere, lui non si dà pace e continua a indagare per far luce sulla verità.
Investigando per proprio conto, Matteo troverà sempre maggiori conferme ai suoi sospetti ed entrerà anche in possesso di un vecchio diario, scritto in Farsi, che in effetti collega le due vittime e forse potrebbe essere la chiave per risolvere il mistero.
Il giallo sapientemente imbastito da Marco Ubezio ci trascina alla scoperta del lato nascosto, e ben poco spirituale, della Chiesa. La ricettazione di testi antichi, ben presto, si rivelerà solo la punta di un iceberg, una copertura che cela crimini più gravi, commessi proprio da chi si fa portatore della parola di Dio e dovrebbe dare il buon esempio. Un caso che, richiamando la realtà attuale, ci parla di corruzione e perversione, oltre che di insabbiamento, giacché i ripetuti tentativi di frenare la curiosità di Matteo sono dettati proprio dalla voglia di mettere a tacere uno scandalo.
Sebbene interessante, anche per i temi trattati, la parte relativa alle indagini procede a ritmo lento e devo ammettere che non è riuscita a coinvolgermi particolarmente. In compenso l’autore riesce a vivacizzare le lettura grazie a uno stile fortemente ironico e proponendoci una carrellata di personaggi – sopra le righe e a tratti grotteschi – che catturano l’attenzione e, dal mio punto di vista, rappresentano il vero punto di forza dell’opera.
La colorita famiglia di Matteo, un anziano sacerdote dalle idee decisamente alternative, un novizio rockettaro, un nano fissato con i numeri e uno stravagante artista pennuto sono solo alcune delle stravaganti figure che si aggireranno fra le pagine del romanzo, contribuendo, più o meno inconsapevolmente, alla soluzione del caso.
Dei due Gemelli Gheddafi, Matteo è quello cui spetta il vero ruolo da protagonista – Marco rimane più sullo sfondo – riservandoci anche una serie di sorprese che riguardano la sua personalità e la sua sfera privata. Oltre che sul campo nella veste di un provetto investigatore, lo vedremo invischiato in una relazione sentimentale che gli sta stretta e tormentato da una verità che fatica ad ammettere persino a se stesso.
In maniera inaspettata, le indagini sulla morte di monsignor Rossi gli forniranno l’occasione di incontrare qualcuno che finirà per aiutarlo a sciogliere un nodo problematico della sua esistenza, arricchendo così il finale di un duplice colpo di scena.

  

mercoledì 3 ottobre 2018

Review Party: Il cospiratore. La congiura di Catilina

Buongiorno cari follower,
oggi vi proponiamo un Review Party dedicato a Il cospiratore. La congiura di Catilina (Newton Compton), il nuovo appassionante romanzo di Andrea Frediani, dedicato a un celebre perdente della storia.

Titolo: Il cospiratore: La congiura di Catilina
Autore: Andrea Frediani
Editore: Newton Compton
Pagine: 512
Prezzo ebook: 4,99
Prezzo cartaceo: 12,00

Descrizione:
La repubblica romana è ormai un’istituzione fragile e precaria, da anni oggetto di contesa tra uomini spregiudicati e ambiziosi, che si combattono con i loro eserciti sui campi di battaglia, ma anche con le clientele e fiumi di denaro nell’agone politico.
Il popolo è stritolato dai debiti, oppresso dalle ingiustizie, diviso dalle discriminazioni. In questo panorama, si fa largo Lucio Sergio Catilina, disposto a tutto pur di raggiungere quel potere che a un nobile decaduto come lui sarebbe precluso. Grazie alla corruzione e all’intimidazione, scala le gerarchie dello Stato. Ma la classe dirigente degli ottimati, che si sente minacciata dalla sua ascesa, reagisce opponendogli un abile avversario: quello stesso Cicerone che di Catilina era stato, da ragazzo, il seguace più entusiasta, e che si trasformerà nella sua nemesi. La sfida tra i due cresce di intensità negli anni, fino al tragico epilogo, che apre la strada alla fine della repubblica.

La recensione di Miriam:
Si dice che siano i vincitori a fare la storia, e il più delle volte sono proprio loro a detenere il ruolo di protagonisti nei libri. Il nuovo romanzo di Frediani va controcorrente, da questo punto di vista, poiché ruota, invece, intorno alla figura di un celebre perdente: Catilina. Una scelta insolita, e per certi versi coraggiosa, giacché ci pone a confronto con un personaggio negativo, per il quale è difficile provare empatia, ma che nondimeno dà vita a un romanzo avvincente e interessante, offrendoci l’occasione di esplorare il lato oscuro della politica.
Lucio Sergio Catilina è un nobile decaduto che, a dispetto della sua condizione di svantaggio, si prefigge di scalare le gerarchie dello Stato. Sin da giovanissimo rivela una sfrenata ambizione che lo rende capace di tutto pur di perseguire i suoi scopi. Non si mostra mai debole quando, poco più che adolescente, si ritrova a combattere nella guerra civile, sperando di farsi notare da Silla e ottenere così i suoi favori; non indugia e non fallisce quando lo stesso dittatore  lo usa come sicario, incaricato di stanare ed eliminare coloro che rientrano nelle liste di proscrizione. E nello stesso tempo non esita a tuffarsi in affari rischiosi ma profittevoli pur di accumulare ricchezza. Catilina è consapevole di essere escluso dalla classe dirigente per lignaggio, ma allo stesso modo sa che esistono altre vie per raggiungere la vetta: con il denaro si compra tutto, e il potere non fa eccezione. Quel che poi non si può ottenere a suon di moneta, lo si può conquistare con la forza, e a lui di certo non manca neppure quella.
Con la complicità di alcuni amici, avvia un traffico di Kykeon – stupefacente legale ai tempi – che gli garantisce cospicue entrate e contemporaneamente gli fa guadagnare i favori di chi si serve, e pensa di trarre beneficio, dalla sua merce. È proprio da qui che parte per comprare favori e fare il suo ingresso in politica, iniziando la propria scalata: da eroe di guerra a legato, fino ad arrivare alla candidatura come console. Gradualmente Catilina, mette in piedi una vera e propria organizzazione che somiglia parecchio a una cosca mafiosa odierna e di essa si serve per la sua ascesa in politica.
Droga, orge, regali e facili promesse sono i mezzi di cui si serve per assicurarsi i voti, e quando le lusinghe non bastano ci sono sempre le minacce e le intimidazioni.
Per quanto discutibili, e indubbiamente poco etici, i suoi metodi si rivelano efficaci, conducendolo ripetutamente sulla soglia del traguardo. Tuttavia, tagliarlo non è per niente facile – anzi si rivelerà impossibile – perché la classe dirigente degli Ottimati, come prevedibile, si sente minacciata dalla sua ascesa e tenta di contrastarlo in tutti i modi possibili.
I suoi nemici lo accuseranno di omicidio, di stupro, lo trascineranno in tribunale e useranno la magistratura nel tentativo di bloccare sul nascere la sua carriera politica, e quando falliranno nel loro intento gli opporranno un avversario che riuscirà a schiacciarlo grazie alla sua scaltrezza e alle sue abilità oratorie: Cicerone.
Ricco di azione, di intrighi e di scene cruente, che ben rendono l’efferatezza del protagonista, Il cospiratore combina dati storici con elementi di fantasia, elaborati ad arte per esigenze narrative, e atmosfere degne di un thriller, ricostruendo così, in modo avvincente, un’interessante pagina di storia.
Come accennavo all’inizio, Catilina si afferma come personaggio negativo. Sebbene dettate da fini cospiratori, le accuse che gli vengono mosse non sono affatto infondate, egli è davvero un assassino, un violento, un uomo privo di scrupoli e di morale, un essere incapace di amare, se non se stesso. L’autore non ci offre margini per comprenderlo, o giustificarlo. Tuttavia, quel che emerge e colpisce leggendo è che coloro che lo circondano non sembrano migliori. La complessa trama che ricostruisce la congiura ai suoi danni svela un mondo – quello politico – fatto di macchinazioni poco pulite, di corruzione di avidità di potere, in cui non c’è spazio per i valori, per gli ideali, per l’interesse comune.
Catilina tenta di ingraziarsi il favore dei ceti più poveri della società opponendosi agli Ottimati che curano gli interessi dei più ricchi, ma la verità è che ricerca vantaggi unicamente per se stesso, la sola causa in cui crede sul serio è la propria gloria.
Nondimeno i suoi avversari sostengono di lottare per difendere i valori della Repubblica, dichiarano di opporsi alle nefandezze perpetrate dalla sua organizzazione, ma il loro vero obiettivo è difendere se stessi e il ruolo privilegiato che ricoprono. Lo stesso Cicerone è animato da uno spirito di rivalsa e competizione, dalla voglia di scalzare colui che un tempo è stato un amico e un modello da seguire, rubandogli proprio il ruolo politico cui ambisce.
Il popolo con i suoi bisogni non sembra essere la priorità di nessuno, anzi pare non avere nessuna importanza in un gioco di potere animato dagli interessi dei singoli.
In questo senso, il romanzo e il personaggio intorno a cui ruota stupiscono per la loro modernità, rivelando forti analogie fra dinamiche passate e presenti. Se ci si dimentica di essere nell’Antica Roma, se per un attimo si accantonano i nomi, le ambientazioni, le date, si ha quasi l’impressione di leggere una storia di scottante attualità.

  

venerdì 28 settembre 2018

Recensione: In nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo il Magnifico

Titolo: In nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo il Magnifico
Autore: Barbara Frale
Editore: Newton Compton
Pagine: 384
Prezzo eBook: 5,99
Prezzo cartaceo: 12,00

Descrizione:
Roma, febbraio 1466.
Arrivato nell’Urbe per risolvere questioni di affari, il giovane Lorenzo de’ Medici si trova subito circondato da insidie senza volto. Qualcuno, infatti, ha infilato sotto la sua sella un antico pugnale dall’elsa d’argento, con uno stemma dal disegno indecifrabile. Intimorito dalla silenziosa minaccia, Lorenzo comincia così una tortuosa indagine in una città piena di segrete ombre, di antiche glorie imperiali e sinistri fantasmi fin troppo ansiosi di risorgere fra i vivi. Chi è che trama alle sue spalle? Gli stessi che ostacolano l’estrazione di allume da parte della sua famiglia sui Monti della Tolfa? Nel tentativo di scoprirlo, il suo destino incrocerà quello di uomini potentissimi, come l’enigmatico cardinale Rodrigo Borgia, e di aristocratici ambiziosi che si muovono nella Curia romana, a caccia di ricchezza e prestigio. Ma l’incontro che cambierà la sua vita sarà quello con Clarice Orsini, aristocratica creatura dalla quale emana un segreto fascino: ne sarà stregato. Preso nelle spire di questo amore, Lorenzo non si accorge che nuovi nemici si stanno per levare contro di lui, alleandosi ai vecchi per un comune intento: l’erede dei Medici deve morire.

La recensione di Miriam:
Piero De’ Medici invia suo figlio Lorenzo a Roma per affari. Lo scopo è aggiudicarsi un appalto legato all’estrazione di allume dalle miniere della Tolfa e intessere nuove alleanze che possano risollevare le finanze della famiglia, indebolitesi dopo la morte di Cosimo il Vecchio. Il viaggio, tuttavia, non sembra cominciare sotto i migliori auspici. Appena giunto nella capitale, Lorenzo si imbatte in una strega che gli predice una morte precoce per mano di sconosciuti assassini e, di lì a poco, rinviene un pugnale infilato nel sottopancia della sua sella, ad avallare il triste oracolo. Chi mai può avere interesse a farlo fuori?
Il giovane Medici non ha che un misero indizio per scoprirlo, ovvero uno strano emblema inciso sull’elsa del pugnale, ma è determinato a scoprirlo.
Come già nel primo libro della trilogia dedicata alla famiglia fiorentina, firmato da Matteo Strukul, è dunque una sottotrama dal sapore poliziesco a dettare il ritmo di un romanzo che intende ricostruire, in modo quanto più possibile vicino alla realtà, il ritratto di un personaggio storico di spicco, e nondimeno usi, costumi e mentalità degli uomini del Rinascimento. Ciò conferisce dinamicità e mistero alla narrazione, alleggerendo la lettura e rendendola particolarmente avvincente. Barbara Frale poi non manca di aggiungere una considerevole componente romantica – in questo soprattutto si avverte la penna femminile – dedicando ampio spazio al colpo di fulmine che folgora Lorenzo nel momento in cui si imbatte in Clarice Orsini e ai suoi successivi tentativi di legittimare quello che a tutti gli effetti si configura come un amore proibito. Gli Orsini sono una famiglia di alto lignaggio, mentre i Medici sono considerati usurai e non godono di ottima reputazione. Offuscare questa immagine negativa e far guadagnare prestigio alla famiglia sarà uno degli obiettivi che Lorenzo tenterà di perseguire (sarà sempre allo stesso fine, tra l’altro, che il padre si adopererà affinché gli venga conferito il titolo di Magnifico).
Sin da subito si delinea la sua personalità, vivace passionale e, forse, non abbastanza tagliata per gli affari. Più dedito alle lettere che alle questioni finanziarie, appare quasi come un pesce fuor d’acqua in un ambiente le cui regole sono dettate principalmente dagli interessi politici ed economici.
Non a caso la missione stessa affidatagli dal padre rischierà di fallire proprio a causa della sua passionalità, e della sua debolezza per il sesso femminile.
A scongiurare i suoi errori, sostenerlo e aiutarlo nella gestione di un compito che comunque gli è nuovo, in ogni caso ci saranno amici e protettori, come lo zio Giovanni Tornabuoni e il precettore Gentile Becchi che lo accompagnano,  gli amici Roberto Malatesta e Ludovico Riario, il giurista Stefano Infessura che lo prenderà quasi sotto la sua ala protettiva e, soprattutto, il cardinale Rodrigo Borgia che nei Medici vedrà la chiave per ascendere al soglio pontificio.
Sullo sfondo di una Roma in festa – siamo in pieno Carnevale – saremo trascinati, fra intrighi e losche trame, fra uomini potenti e arrampicatori sociali senza scrupoli, alla scoperta dei segreti e delle macchinazioni che si agitano dietro la facciata ufficiale della storia, e nello stesso tempo negli anfratti più reconditi dell’animo di un uomo diviso fra la necessità di incarnare il ruolo che gli compete e il desiderio di assecondare le ragioni del cuore.




giovedì 27 settembre 2018

Anteprime Marsilio: Ottobre 2018

Titolo: La donna che morì due volte
Autore: Leif GW Persson
Editore: Marsilio
Pagine: 480
Prezzo: 19,00
Data di pubblicazione: 11 ottobre

Descrizione:
Un pomeriggio di luglio, il piccolo Edvin, undici anni, suona alla porta del commissario Bäckström, suo vicino di casa. Durante un’escursione con il gruppo scout, invece dei
funghi che stava cercando, ha trovato un teschio con un foro di pallottola ben visibile sulla tempia. Bäckström mette immediatamente in moto la sua squadra di indagine, ma i
primi riscontri riservano una sorpresa: la loro vittima risulta morta in Thailandia nello tsunami del dicembre 2004. A questo punto, la domanda diventa di ordine quasi
filosofico: si può morire due volte? Dopo un’indagine più complicata del solito, ancora una volta Bäckström, poliziotto grassottello, furbo, avido e tremendamente maschilista,
dimostrerà comunque di avere gran fiuto.

Titolo: La rete ombra
Autore: Giovanni Ziccardi
Editore: Marsilio
Pagine: 432
Prezzo: 18,00
Data di pubblicazione: 11 ottobre

Descrizione:
In un’aula del Tribunale di Milano, Alessandro Correnti è pronto per discutere il processo più importante della sua carriera. Ha abbandonato i panni di Deus, uno degli hacker più famosi al mondo, e ha indossato di nuovo la toga per difendere una sua cliente da un’incredibile accusa di omicidio. Al momento della sentenza, però, irrompe in aula
Nemesys, il più noto ladro d’identità cinese, che gli consegna un plico e poi scompare nel nulla. Mentre Deus cerca di comprendere un enigma che lo porterà nella parte più buia
della rete, uno stalker vendicativo prende di mira lui e i suoi cari. Tra droni che volano sui tetti di Milano e hacker cinesi in fuga, spie straniere e criminali senza scrupoli, poliziotti dal cuore buono e affascinanti criminologhe, Correnti deve sfuggire a minacce mortali e proteggere a ogni costo informazioni che potrebbero cambiare il destino del
mondo. Stavolta Deus avrà bisogno di tutta la sua abilità di hacker per sopravvivere.
Soprattutto, dovrà chiedere aiuto a personaggi che riteneva sepolti per sempre nel suo oscuro passato.

Titolo: L'assemblea dei morti
Autore: Tomás Bárbulo
Editore: Marsilio
Pagine: 384
Prezzo: 18,50
Data di pubblicazione: 25 ottobre

Descrizione:
El Guapo e i suoi compari sono quattro infami canaglie, un gruppo di derelitti schiacciati dalla crisi economica, con lavori sottopagati e una montagna di debiti. Non c’è da stupirsi che brillino loro gli occhi quando un losco commerciante di gioielli francese, ben introdotto nel jet-set internazionale, offre l’occasione della vita: una rapina in una banca di Marrakech nei giorni della fiera dell’oreficeria. La posta in gioco è di due milioni di euro. E per averli basta arrivare in Marocco, strisciare un pochino nelle fogne, e magari sudare per un paio d’ore. Poi sarà fatta. Per mimetizzarsi tra i turisti, meglio portare con sé – a bordo del pulmino bianco con cui viaggiano da Madrid a Gibilterra e poi oltre lo Stretto – anche mogli e fidanzate. Il committente ha organizzato una spalla, un misterioso arabo sahariano che non apre mai bocca e che rimarrà con loro fino a destinazione. Presto però cominciano i guai: una serie di imprevisti mette a rischio quello che doveva essere un lavoro rapido e pulito, e che in realtà sembra nascondere ben altri scopi.