giovedì 19 gennaio 2017

Anteprima: La casa a Nazareth Hill di Ramsey Campbell

Titolo: La casa a Nazareth Hill
Titolo originale: The House on Nazareth Hill (1996)
Autore: Ramsey Campbell
Traduzione: Daniele Bonfanti
Revisione: Alessandro Manzetti
Illustrazione di copertina: Daniele Serra
Quarta di copertina: Giampaolo Frizzi
Editore: Independent Legions Publishing
Formato Cartaceo ed eBook
Pagine: 415 - Lingua: Italiano
Prezzo di copertina edizione cartacea: € 19,99
Prezzo di copertina edizione eBook: € 4,99
Disponibile su  Amazon

Descrizione:  
Il vedovo Oswald Priestley e la figlia adolescente Amy si tra-sferiscono in un palazzo ristrutturato. Amy fin da piccola ha sempre chiamato quel posto, rimasto abbandonato per de-cenni, la casa dei ragni. Nessuno degli inquilini del nuovo, lussuoso condominio sa che un tempo Nazareth Hill ospitava una casa di dolore e di tortura, dove la follia è rimasta incollata alle pareti delle stanze o cammina ancora nei cor-ridoi, animando la grande pancia di quell’oscuro palazzo rimesso a nuovo. Durante la permanenza a Nazareth Hill i rapporti tra padre e figlia diventano sempre più difficili. Oswald sembra risentire dell’essenza malvagia della casa e del suo spettrale passato, mentre Amy si ritrova a fronteggiare visioni terrificanti e scopre inquietanti segreti. Ma forse c’è dell’altro, la morsa del passato sfugge a ogni definizione. L’autore, attraverso la sua prosa inquietante e soffocante, sposta i confini tra il bene e il male, tra il reale e immaginario, animando ombre e visioni, soprannatu-rale e follia, dando vita a una storia drammatica a sfondo famigliare che spalanca le porte, una dopo l’altra, delle paure più ancestrali, offrendoci infine una vista unica, terribile e privilegiata, su un piccolo, immenso inferno. I vecchi orrori di Nazareth Hill sono solo sopiti, e non aspettano altro che poter riemergere con tutta la loro forza.

L'autore: 
Ramsey Campbell (Liverpool, 1946) è forse il più rinomato autore di narrativa horror e sovrannaturale al mondo. Durante una carriera di oltre cinquant’anni che conta decine di romanzi e di raccolte di racconti (tra cui La faccia che deve morire, Luna affamata, Alone with the Horrors), oltre a svariate opere come curatore, ha ottenuto più riconoscimenti di qualunque altro autore di horror e dark fantasy, tra cui tre volte il Bram Stoker Award, quat-tro volte il World Fantasy Award e dieci volte il British Fantasy Award. Nel 1999 ha ricevuto il premio alla carriera della Horror Writers Association e il Grand Master Award presso la World Horror Convention. Nel 2007 è stato nominato Living Legend dalla International Horror Guild, mentre nel 2015 ha ricevuto il World Fantasy Award alla carriera. Ha ricevuto riconoscimenti anche al di fuori del mondo dell’horror come il Liverpool Daily Post & Echo Award per la letteratura, nonché una Honorary Fellowship presso la John Moores University di Liverpool per “l’eccezionale servizio reso alla letteratura.” Si tratta dell’unico scrittore horror vivente ad apparire nell’Oxford Companion to English Literature
Da due dei suoi libri sono stati tratti lungometraggi cinematografici: Nameless tratto dal romanzo omonimo e Se-cond Name tratto da Pact of the Fathers. È stato per anni presidente della British Fantasy Society.
Dopo aver prestato servizio civile e aver lavorato in biblioteche pubbliche, è diventato uno scrittore a tempo pieno dal 1973. Grande appassionato di cinema, per oltre quarant’anni si è occupato anche di recensioni cinematografi-che per la BBC. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue in tutto il mondo, tra cui francese, tedesco, italiano, spagnolo, finlandese, polacco, giapponese, svedese, greco e olandese.
Il noto studioso S.T. Joshi ha dichiarato che “le generazioni future lo considereranno il più importante autore hor-ror della nostra generazione, a tutti gli effetti all’altezza di Lovecraft o Blackwood.”
Tra le sue opere; romanzi e novelle: The Doll Who Ate His Mother (1976); The Face That Must Die (1979); The Na-meless (1981); Incarnate (1983); Obsession (1985); Ancient Images (1989); Needing Ghosts (1990); Midnight Sun (1991); The Long Lost (1993); The One Safe Place (1995); The House on Nazareth Hill (1996); Silent Children (2000); Pact of the Fathers (2001);The Darkest Part of the Woods (2003); The Overnight (2004); The Grin of the Dark (2007); Thieving Fear (2008); The Seven Days of Cain (2010); Ghosts Know (2011); The Last Revelation of Gla'aki (2013); The Pretence (2013);Thirteen Days by Sunset Beach (2015); The Booking (2016); The Searching Dead (2016); raccolte di racconti: The Inhabitant of the Lake and Less Welcome Tenants (1964); Dark Companions (1982); Cold Print (1985); Waking Nightmares (1991) Alone with the Horrors (1993); Told by the Dead (2003); Just Behind You (2009); Holes for Faces (2013); Limericks of the Alarming and Phantasmal (2016).
Tra le opere tradotte in Italiano: La Setta (The Nameless), Mondadori (1987); Influssi Maligni (The Influence) Sper-ling & Kupfer (1990); Luna Affamata (The Hungry Moon), Mondadori (1991); La Bambola che Divorò sua Madre (The Doll Who Ate His Mother), Mondadori (1992); Sogni Neri (Incarnate), Mondadori (1992); Artigli nella Notte (Night of the Claw), Fanucci (1995); Antiche Immagini (Ancient Images) Sperling & Kupfer (1995); La Faccia che Deve Morire (The Face That Must Die), Urania Horror Mondadori (2015); L’Ultima Rivelazione di Gla’aki (The Last Revelation of Gla'aki), Edizioni Hypnos (2016).
Independent Legions ha pubblicato il racconto dell’autore Il Vecchio Crudele (The Game) nell’antologia Danze Ere-tiche Volume 2 (2016) e, in lingua inglese, il racconto Above the World nell’antologia The Beauty of Death (2016).
Sito Web dell’Autore: www.ramseycampbell.com 

mercoledì 18 gennaio 2017

Anteprima: Il marchio perduto del templare di Giuliano Scavuzzo

Titolo: Il marchio perduto del templare
Autore: Giuliano Scavuzzo
Editore: Newton Compton
Collana: Vertigo
Pagine: 288
Prezzo cartaceo: 9,90 
Prezzo eBook: 4,99

Descrizione:
Nella Roma medioevale di Innocenzo III, una città in piena decadenza vessata dal malaffare e dal crimine, sei cavalieri templari, che durante la prigionia in Terra Santa hanno votato l’anima al diavolo, sono pronti a sacrificare due piccoli gemelli e a scatenare l’Apocalisse. Il loro capo, Lucifuge, ha bisogno di un antico libro, la Clavicula Salomonis, per compiere la cerimonia finale. Uno dei templari, Shane de Rue, ha però rubato e nascosto il prezioso grimorio, tradendo i suoi compagni e privandosi poi dei propri ricordi per impedire a chiunque di ritrovarlo. Ma le immagini di una battaglia cruenta in Terra Santa continuano a tormentarlo, come una maledizione. Solo Lilith, una strega dai poteri straordinari, potrebbe liberarlo dall’anatema che lo ha colpito: parola di Don Graziano, un prete che ha chiesto l’aiuto di Shane per fermare l’uccisione dei gemelli. Quando i due si recano al Colosseo per incontrare la donna, ecco che Lucifuge li sorprende…

L'autore:
Giuliano Scavuzzo. È nato a Roma nel 1976. Dopo la laurea in Economia, ha ottenuto un Master in Business Administration con specializzazione in comunicazione e marketing. Per anni ha lavorato in questi settori, finché non ha deciso di trasferirsi a Bali per alcuni mesi, e lì, tra meditazione e surf, ha cominciato a scrivere un romanzo ambientato nella Roma medioevale. Collabora con diversi blog occupandosi di cultura, sport e medicina.



martedì 17 gennaio 2017

Anteprime Beat: gennaio- febbraio 2017

Titolo: Il vecchio barone inglese
Autore: Clara Reeve
Editore: Beat
Edizione originale: SuperBeat
Pagine: 160
Prezzo: 13,00

Descrizione:
Nell’Inghilterra di Enrico VI, Sir Philip Harclay, rientrato in patria dopo una lunga assenza, parte per il castello dei Lovel nel tentativo di scoprire che cosa sia accaduto al suo caro amico Lord Lovel, che da diversi anni ha smesso di rispondere alle sue lettere. Giunto sul posto, apprende non soltanto che l’amico ha perso la vita nella spedizione militare contro i ribelli del Galles al seguito del re, ma che Lady Lovel, in attesa di un figlio, si è lasciata morire dal dolore alla notizia. Titolo e proprietà dell’amico sono stati ereditati da un cugino che, dopo avervi vissuto per un breve lasso di tempo, si è disfatto del castello vendendolo al cognato, il barone Fitz-Owen.
Nel suo soggiorno presso la magione Sir Philip fa la conoscenza di Edmund Twyford, il figlio di un contadino che il barone Fitz-Owen ha preso stabilmente in casa, facendogli impartire la stessa istruzione dei figli. Edmund è un giovane di bell’aspetto, intelligente, brillante e imbattibile nel tiro con l’arco e nel maneggiare la spada. Inizialmente benvoluto dall’intera famiglia, Edmund cade presto in disgrazia a causa dell’invidia covata dai parenti del suo benefattore.
Resosi conto dell’astio ingiustificato che i suoi parenti nutrono per Edmund, il vecchio barone propone che il ragazzo dimostri il proprio valore dormendo per tre notti in un’ala abbandonata del castello, dismessa da anni e sicuramente infestata dai fantasmi. Si vocifera, infatti, che chiunque metta piede in quelle stanze resti terrorizzato da misteriosi rumori e da strane apparizioni.
Edmund rifiuta di credere a quelle che considera solo sciocche leggende e accetta la sfida, inconsapevole che, proprio in quelle stanze, si imbatterà in un terribile segreto. Un segreto che ha a che fare con le sue stesse origini…
Scritto nel 1777, Il vecchio barone inglese ebbe notevole influenza sulla stesura di Frankenstein di Mary Shelley e viene oggi considerato un classico della letteratura gotica.


Titolo: Scomparsa
Autore: Tim Johnston
Editore: Beat
Edizione originale: Neri Pozza
Pagine: 448
Prezzo: 10,00

Descrizione:
È l’alba quando i fratelli Courtland si avventurano in bicicletta lungo i sentieri che si inerpicano sulle Montagne Rocciose, in Colorado. Lei, Caitlin, è una atletica diciottenne ammessa al college per meriti sportivi. Lui, Sean, un impacciato quindicenne sulla sua mountain bike presa a noleggio.
Qualche tempo dopo una telefonata raggiunge Grant e Angela Courtland, i genitori dei ragazzi. Dalla voce dello sceriffo della contea i due apprendono che Sean è ricoverato nell’ospedale della cittadina con una gamba fratturata e che non vi è alcuna traccia di Caitlin. La ragazza sembra scomparsa nel nulla.
I giorni dei Courtland diventano settimane e le settimane mesi nella vana ricerca di Caitlin. Angela ritorna nel Wisconsin portando con sé il figlio convalescente e profondamente segnato dall’accaduto. Grant si ritrova così solo, tra montagne ignote, dove spera ancora di trovare, viva, la sua amata figlia.


Titolo: Scia di morte
Autore: Erik Larson
Editore: Beat
Edizione originale: Neri Pozza
Pagine: 512
Prezzo: 10,50

Descrizione:  
È una splendida giornata di maggio del 1915 quando il Lusitania, il più grande transatlantico dell’epoca, naviga al largo delle coste meridionali irlandesi. La nave, diretta a Liverpool, è salpata da New York con duemila «anime» a bordo.
Le acque del mare d’Irlanda sono state dichiarate «zona di guerra» dalla Germania, ma a bordo del Lusitania i passeggeri e il comandante William Thomas Turner si curano poco della dichiarazione e dell’avviso in cui si rammenta agli equipaggi che le navi con bandiera britannica, o di uno qualsiasi dei paesi suoi alleati, sono «passibili di affondamento».
Sono circa le due e dieci quando un marinaio scorge a dritta sull’acqua una scia che rimane in superficie, come un lunga cicatrice pallida. In gergo marinaresco quella traccia di turbolenza lenta a svanire ha un solo nome: «scia di morte», ed è l’inequivocabile segnale di un siluro in arrivo.
Erik Larson racconta, con ritmo romanzesco, dell’affondamento di uno dei più grandi transatlantici della storia, basandosi però rigorosamente su memorie, lettere, telegrammi o altri documenti storici.


Titolo: La falsaria
Autore: Barara Shapiro
Editore: Beat
Edizione originale: Neri Pozza
Pagine: 284
Prezzo: 9,00

Descrizione: 
Sono circa tre anni che per il mondo dell’arte Claire Roth è un paria, una grande millantatrice. Dopo uno scandalo che la ha coinvolta sia sul piano personale che su quello professionale, Claire si è ridotta a lavorare per un’azienda che vende online «repliche perfette» di capolavori della storia dell’arte.
Un giorno, però, la giovane artista riceve l’inaspettata visita di Aiden Markel, il proprietario della famosa Markel G, una delle gallerie più in vista di Boston e New York. Markel irrompe nel suo loft con una singolare proposta: una mostra, nella sua galleria, delle opere originali di Claire in cambio della realizzazione di un falso da parte sua. Non una replica à la Roth, ma un vero e proprio falso da dipingere su una tela d’epoca.
Una mostra tutta sua è qualcosa di irrinunciabile per Claire. Quando, però, Markel si ripresenta al loft con l’opera originale da falsificare, il cuore di Claire Roth sobbalza. L’opera non soltanto è uno dei grandi capolavori di Degas, Dopo il bagno, ma non dovrebbe affatto essere tra le mani di Aiden Markel e tra le pareti del loft di Claire Roth. In una notte di pioggia, infatti, il quadro fu staccato dalle pareti dell’Isabella Stewart Gardner Museum e strappato alla sua cornice da una coppia di ladri maldestri, impegnati nel più grande furto d’arte ancora irrisolto della storia. 


 

lunedì 16 gennaio 2017

Recensione: Il quaderno canguro

 
Titolo: Il Quaderno Canguro  
Autore: Abe Kōbō 
Editore: Atmosphere Libri 
Pagine: 210 
Prezzo: 12,75

Descrizione: 
Un comune impiegato si risveglia una mattina con le gambe ricoperte da germogli di ravanello giapponese, il daikon. In preda al panico, si rivolge a una clinica dermatologica, dove viene operato d'urgenza da una misteriosa equipe medica. Mentre è ancora sotto anestesia, decidono di trasferirlo in un limbo al confine tra i due mondi… Il malcapitato protagonista inizia così il suo incredibile viaggio nel sottosuolo, a bordo di un avveniristico lettino d'ospedale in grado di essere mosso dalla forza del pensiero. Presto giungerà sulle rive del Sanzu, il fiume dell'inferno buddhista, in un mondo popolato da personaggi enigmatici e grotteschi dove risuonano le note di inni sacri e di brani dei Pink Floyd: la sexy infermiera Libellula, il giovane americano esperto di arti marziali Hammer the Killer, il circo dei demoni bambini, i custodi delle terme della Valle Infernale e molti altri. Cercando di risolvere il mistero di cui è vittima, il protagonista lotta per la salvezza, sospeso tra la vita e la morte.
 
L'autore:   
Abe Kōbō è stato uno scrittore giapponese (Tōkyō 1924-1993). Raggiunse la notorietà nel 1951 con il romanzo Il muro, che rivelò immediatamente il suo eccezionale talento e la sua propensione per il racconto allegorico e satirico di sapore surreale. I temi principali sviluppati da Abe nelle proprie opere sono la fondamentale irrazionalità della vita moderna, l'isolamento dell'individuo e l'impossibilità di capire e farsi capire dal prossimo. Tra le sue opere più note: i romanzi La donna di sabbia(1964), Il volto dell'altro (1964), La mappa bruciata (1967), i drammi L'uomo che divenne un bastone (1958) e Amici (1967). Dopo aver pubblicato i romanzi L'uomo scatola (1974) e L'incontro segreto (1977), Abe riprese la pubblicazione di novelle (rappresentativa della sua vena simbolico-realistica è L'arca ciliegio, 1984), e un'intensa produzione drammaturgica. Nel 1986 pubblicò Le balene corrono verso la morte, che ottenne vasta risonanza in Giappone e lo confermò come uno degli eredi spirituali di F. Kafka o S. Beckett. Dopo un lungo periodo di silenzio, lo scrittore pubblicò nel 1991 il suo ultimo romanzo, Il quaderno canguro (Kangarū nōto), che sviluppa uno dei temi a lui più cari, quello dell'uomo trasformato progressivamente in un oggetto o in un vegetale, vittima dell'ambiente che lo circonda e che gli nega ogni libertà.
 
La recensione di Miriam:
Il mondo onirico è governato da una logica diversa da quella vigente durante la veglia. Il tempo è circolare, non vale il principio di non contraddizione, sono sospese le leggi della fisica. I significati si trasfigurano nei simboli, nella drammatizzazione, nella sublimazione.
Leggere questo libro è come sognare. Come precipitare nella tana del Bianconiglio e ritrovarsi in un  universo del tutto irrazionale.
Viene meno la struttura tipica del testo narrativo, la trama non ha uno svolgimento lineare, si configura piuttosto come un’idea di partenza, un input che determina una sorta di reazione a catena, o sarebbe meglio dire una carrellata di libere associazioni che procedono per immagini. Nello specifico l’idea è quella di una metamorfosi, in stile kafkiano. Il protagonista, una mattina, si sveglia in preda a un fastidioso prurito alle gambe e scopre che dei germogli di daikon (un ortaggio giapponese) stanno crescendo proprio sulla sua pelle. Lui che si trascina in un’esistenza anonima e priva di slanci, che vegeta più che vivere, sembra essere in procinto di trasformarsi sul serio in una pianta. Preoccupato per le sue sorti, si rivolge a una clinica specialistica. Il medico, come prevedibile, non ha risposte, pare più stupito del paziente e lo indirizza alle terme, nella speranza che i bagni sulfurei possano debellare il parassita vegetale. Comincia così un viaggio allucinante, e allucinogeno, che scardina tutti i riferimenti logici. L’uomo si ritrova, infatti, a viaggiare a bordo di un lettino avveniristico che si muove con la forza del pensiero e che lo trasporta nei luoghi più assurdi: dall’ospedale, lungo canali di scolo, da lì alle fogne della città, infestate da strambe imbarcazioni che pescano calamari, fino alle rive del fiume Sanzu che, nella mitologia nipponica,  segna il confine fra il regno dei vivi e quello dei morti. Un’anticamera dell’inferno in cui si aggirano insoliti personaggi,  a cominciare dai demoni bambini – ovvero anime di bimbi mai nati o nati morti – che intonano un coro buddhista mentre impilano sassi nell’intento vano di assurgere al Nirvana.
Il tutto si colloca in un tempo sospeso, indefinito. Non esiste un prima né un dopo, non ci sono riferimenti che possano rimandare a uno scorrere lineare dei giorni, tutto è in contemporanea. In una sequenza ritroviamo il personaggio principale in movimento, verso qualche tappa del suo cammino, in quella dopo lo vediamo steso su un lettino in clinica,  in balìa della sua infermiera Libellula, quasi fosse tornato indietro. Di fatto, il racconto procede a salti, rinunciando a un vero e proprio filo narrativo in favore di un susseguirsi di immagini, a volte anche sconnesse fra loro, proprio come avviene nei sogni.  
Man mano che si procede nella lettura, sempre più si ha la sensazione di essere in un labirinto in movimento, fitto di insidie quanto di simbolismi, che disorienta e nello stesso tempo ci invia una serie di segnali che potrebbero essere colti come chiavi interpretative.
Lo strabiliante viaggio dell’uomo che germoglia, in effetti, potrebbe essere inteso come una sorta di viaggio interiore alla ricerca di una propria identità. L’ipotetica cura alla malattia, qui agognata e inseguita, potrebbe coincidere con un processo di liberazione da un atteggiamento passivo nei confronti della vita, un balzo che dal vegetare conduca appunto a vivere appieno, in maniera più libera, più consapevole. In quest’ottica potrebbe spiegarsi la stessa idea di quaderno canguro che figura nel titolo.  Il misterioso oggetto compare all’inizio. Prima ancora di scoprire la propria malattia, il poveruomo, che è un comune impiegato presso un’azienda che produce materiale di cancelleria, partecipa a una specie di concorso interno alla società per cui lavora. Tutti i dipendenti vengono invitati a proporre una loro idea per realizzare un nuovo prodotto. Lui, non sapendo affatto cosa proporre, spara la prima cosa che gli viene in mente: un quaderno canguro appunto. Il solo pensiero è così bizzarro da suscitare la curiosità del suo capo che lo invita a realizzarne uno.
Poi gli eventi precipitano e l’impiegato viene distratto da problemi più urgenti, ma sta di fatto che la sua incredibile avventura potrebbe rappresentare un esempio vivente di quaderno canguro, una storia fatta di tasche dentro tasche che corrispondono a diversi livelli di significato e potrebbero simboleggiare la progressiva ricerca del senso della vita.
Il binomio vita-morte, tra l’altro, ricorre in svariate sequenze. Non solo ci ritroveremo fisicamente al confine fra il nostro mondo e l’aldilà, ma a un certo punto assisteremo a un acceso dibattito sull’eutanasia.
Il quaderno canguro non è un romanzo di facilissima comprensione, proprio perché scavalca i canoni classici della narrazione, sfidandoci ad accantonare la logica quotidiana e il nostro consueto schema di ragionamento. Tuttavia la lettura risulta scorrevole e assai godibile. Al di là degli esercizi di pensiero tesi alla ricerca di significati nascosti, ci si può lasciare andare e gustarsi semplicemente il viaggio onirico. Leggendo, in effetti, si ha la sensazione di ascoltare qualcuno che ci racconta un sogno e, per quanto non tutto risulti intelligibile, ci si sente ammaliati, incuriositi, colti da genuino stupore, ed è qualcosa che diverte.
Come suggerisce lo stesso autore, basta abbassare le armi della razionalità più inflessibile per godersi l’esperienza.









giovedì 12 gennaio 2017

Blogtour "Il collezionista di quadri perduti" - ultima tappa: recensione

Buongiorno a tutti e benvenuti all'ultima tappa del blogtour dedicato a  "Il collezionista di quadri perduti" di Fabio Delizzos (Newton Compton), uno straordinario thriller storico che ci trasporta nella Roma del '500 alla scoperta dei lati oscuri dell'arte.

Il viaggio virtuale si conclude con la mia recensione.



Titolo: Il collezionista di quadri perduti
Autore: Fabio Delizzos
Editore: Newton Compton
Collana: Nuova Narrativa Newton
Pagine: 384
Prezzo cartaceo: 9,90
Prezzo eBook: 4,99

Descrizione:
Roma, maggio, 1555. Raphael Dardo, agente segreto e mercante d’arte di Cosimo de’ Medici, ha una missione da compiere: trafugare opere d’arte che l’Inquisizione ha giudicato eretiche, prima che vengano distrutte. Per questo è nella città eterna, nei giorni in cui si attende con ansia che il conclave elegga un nuovo pontefice. Mentre è di ritorno da uno dei suoi giri a caccia di dipinti, Raphael è costretto ad assistere a una macabra scena: il corpo senza vita di una giovane donna viene ripescato nel Tevere. Il suo bellissimo viso è molto noto in città, perché la ragazza ha posato per diversi pittori famosi. Il Santo Uffizio è convinto che dietro il suo omicidio ci sia la mano di un artista misterioso e inafferrabile, le cui tele sono ritenute opere del diavolo. Nessuno ne conosce il volto, ma tutti lo chiamano l’Anonimo. Fra monasteri e bordelli, osterie e labirinti sotterranei, Raphael Dardo comincia a seguire le tracce del pittore maledetto, incontrando donne diaboliche, artisti folli, collezionisti stravaganti ed eretici satanisti. Ma si troverà ben presto invischiato in un affare molto più pericoloso del previsto. Chi è l’Anonimo? Perché tutti gli danno la caccia?

 
L'autore: 
Nato a Torino nel 1969, è cresciuto in Sardegna e vive a Roma. Laureato in Filosofia, creativo pubblicitario, per la Newton Compton ha pubblicato con grande successo e consenso di critica i romanzi La setta degli alchimisti; La cattedrale dell’Anticristo; La stanza segreta del papa; La loggia nera dei veggenti; Il libro segreto del Graal e Il collezionista di quadri perduti. Ha partecipato anche alle antologie di racconti Giallo Natale; Delitti di Capodanno; Sette delitti sotto la neve. Sempre ai vertici delle classifiche di vendita, i suoi romanzi sono stati tradotti in diversi Paesi.

La recensione di Miriam: 

Salvare opere d’arte dal rogo della Santa Inquisizione è diventata la missione personale di Raphael Dardo, agente al servizio di Cosimo de’ Medici. Da quando suo fratello Leonardo, pittore, è stato arso vivo a causa dei suoi quadri giudicati eretici, si è infatti convinto di potergli rendere giustizia in questo modo. Ogni tela sottratta alle grinfie della Chiesa rappresenta, per lui, una piccola vittoria, un colpo inferto a un’istituzione che soffoca la libertà espressiva.
Quando gli giunge voce di un pittore che si firma “Anonimo” cui la Chiesa sta dando la caccia, non esita a recarsi a Roma – città in cui opera – al fine di salvare i suoi dipinti e magari scoprirne l’identità, oltre che il vero segreto della sua pittura. Si dice che l’artista abbia stretto un patto col diavolo e che ciò gli consenta di ritrarre soggetti in un modo tanto realistico da risultare impressionante. Il mistero che lo avvolge si infittisce nel momento in cui una delle sue modelle, Lavinia Cenci, viene ritrovata morta nel Tevere e l’inquisitore  Girolamo Arquez viene incaricato di svolgere le indagini del caso.
Sono giorni particolari, infatti,  quelli che si stanno vivendo nella Città Eterna, giacché da poco è morto Marcello II,  il conclave è riunito per l’elezione di un nuovo papa e nelle alte sfere si sospetta che l’Anonimo sia in combutta con i nemici del cardinale Gian Pietro Carafa, aspirante al soglio pontificio.
È dunque un terreno minato quello su cui si avventura Raphael insieme al suo fido accompagnatore Ariel Colorni, alchimista e prestigiatore ebreo.
Orchestrando un thriller da brividi, Fabio Delizzos ci conduce alla scoperta di una Roma rinascimentale cupa e misteriosa. Ci guida nelle stanze blindate in si cui prepara l’elezione del nuovo pontefice, nelle segrete in cui il braccio dell’Inquisizione pone in atto le più atroci torture ma anche in anfratti ben più nascosti e più tetri, come covi in cui si svolgono riti satanici, in cui arte e alchimia si fondono dando vita a macabri rituali.
In un certo senso, Il collezionista di quadri perduti, si configura come un romanzo delle metà oscure, una sorta di terreno ideale su cui si incontrano – e si scontrano – la metà oscura della Chiesa, fatta di intrighi, macchinazioni, condanne, e quella dell’arte che sfida i tabù in nome della conoscenza, osserva i cadaveri per apprendere i segreti dell’anatomia umana, si apre ai misteri alchemici nella ricerca della perfezione. Fra le altre cose assisteremo a quella che potrebbe essere la nascita della tecnica fotografica, forse uno dei segreti più intriganti nascosti fra le pieghe di questo libro.  
Inquietante quanto ricca di fascino è la cornice in cui si incastona il giallo da risolvere, un enigma in cui nulla è lasciato al caso e ogni singolo dettaglio trova la giusta collocazione, andando a tracciare i contorni di una verità che nel finale ci coglie davvero di sorpresa, perché assolutamente inimmaginabile. In questo gioco di incastri perfetti si inserisce anche la storia, quella vera, che qui si intreccia alla fiction in un modo così armonico da rendere quasi indistinguibile il confine fra le due.
I personaggi realmente esistiti interagiscono con quelli di fantasia ma tutti sono caratterizzati con un realismo tale da apparire vivi in egual misura. Interessante è il modo in cui, anche in questo caso, l’autore ci invita a guardare dietro le maschere sociali, oltre il velo dell’apparenza scompaginando lo schieramento di buoni e cattivi, di giusti e rei, e nel contempo sfatando anche alcuni luoghi comuni. Avremo così occasione di spiare i potenti in preda ai vizi più sfrenati o a veri e propri moti di follia – basti pensare al cardinal nepote Fabiano Innocenzo del Monte detto la Scimmia, depravato quanto fuori di testa –, all’ambiguo messer Billi o allo stesso Monsignor Arquez, che si dimostrerà molto diverso da quel che sembra. Contemporaneamente conosceremo anche le persone che non contano, quelle che vivacchiano ai margini, come le prostitute, che avranno occasione di  mostrarci anche doti diverse da quelle per cui sono note, fornendo un contributo tutt’altro che marginale nell’intera vicenda.
Una lettura che rapisce e incanta, un indimenticabile viaggio immaginario nei meandri più oscuri della nostra storia.

Il calendario completo del blogtour