martedì 17 ottobre 2017

Recensione: La tana di mezzanotte

Titolo: La tana di mezzanotte
Autore: Richard Laymon
Traduttore: Daniele Bonfanti
Illustrazone di copertina di Giampaolo Frizzi
Editore: Independent Legions Publishing
Formato ebook e cartaceo
Pagine: 288
Prezzo ebook: 4,99
Prezzo cartaceo: 18,26
Disponibile su Amazon

Descrizione: 
Prima edizione Italiana del romanzo ‘Midnight’s Lair’ (1988) di Richard Laymon. 
Un gruppo di turisti si appresta a scoprire le meraviglie della caverna di Mordock, una grotta naturale scoperta agli inizi degli anni ’20, quando un improvviso blackout interrompe la gita. Sicuramente un guasto temporaneo destinato a risolversi in pochi minuti: questo è l’auspicio, ma il tempo passa e la luce non torna. Che fare? Risalire in superficie è impossibile, non resta che attendere i soccorsi o tentare un’altra via di fuga, la sola possibile, quella che si cela oltre il Muro di Ely, laddove in passato ha perso la vita una giovane donna. I più temerari decidono di abbatterlo, quel che non sanno è che così facendo dischiuderanno le porte dell’inferno. Un’avventura allucinante e claustrofobica nelle viscere della terra, alla scoperta degli antri più bui dell’animo umano.

La recensione di Miriam:
Immaginate di partire per un’escursione e di rimanere intrappolati in una grotta buia, diversi metri sottoterra. Gli ascensori che dovrebbero riportarvi in superficie sono fuori uso a causa di un blackout improvviso e non c’è altra strada per risalire, se non un percorso ignoto il cui accesso è negato da un muro, eretto proprio perché da quel punto in poi la caverna non è più sicura, diversi anni prima, infatti, lì è morta una donna in circostanze tragiche.
Inquietante, vero?
Questo è lo spunto, semplice ma terrorizzante, da cui Laymon parte per intessere una trama davvero diabolica. Un’idea di fondo che potrebbe non sembrare originalissima – svariati libri e film sfruttano il tema del gruppo intrappolato in un luogo impervio – ma che nella mente di questo autore si trasforma in qualcosa di unico. A fare la differenza e spiazzare completamente il lettore è l’evoluzione della storia: tutto quello che succede dal momento in cui i turisti capiscono di essere imprigionati in poi supera qualsiasi immaginazione. Dimenticate strani e feroci animali, crolli improvvisi o scontatissimi fantasmi, quel che vedrete – o meglio percepirete soprattutto con i quattro sensi diversi dalla vista – è qualcosa di inedito e di molto più raccapricciante. Il tasso di pericolo ovviamente è altissimo perché qui è in gioco la vita.
Il muro di Ely, così si chiama lo sbarramento cui accennavo prima, rappresenta il grande punto interrogativo con cui i protagonisti devono confrontarsi. Abbatterlo per tentare la fuga o desistere?
A vincere sarà la prima ipotesi e sarà proprio da qui che avrà inizio l’incubo, giacché l’orrore si nasconde al di là. La via per la salvezza si trasforma in un sentiero di sangue e rimanere indenni sarà la vera sfida.
La paura dell’ignoto e l’impulso dell’uomo a sfidarlo si delinea sin da subito come uno dei temi portanti dell’opera. La parete incriminata rappresenta il punto in cui la conoscenza si arresta, il confine varcato il quale non vi sono più certezze, scardinarlo è un rischio, così come lo è nella vita forzare qualsiasi limite: il coraggio può essere premiato come può scatenare esiti indesiderabili. Ma il simbolismo può spingersi ancora oltre poiché l’antro in cui finiranno gli attori di questa avventura, una volta superato l’ostacolo, non è semplicemente un luogo fisico: le mostruosità che cela rimandano al lato oscuro dell’animo umano. Avventurarsi nella parte inesplorata della caverna è come arrischiarsi nell’inconscio, in quanto non nasconde semplicemente qualcosa o qualcuno ma un’intera storia – umana – di perversione e follia.
Al filone narrativo di partenza si intreccia, infatti, un secondo filo, più subdolo, all’apparenza sottile, che gradualmente diverrà sempre più robusto finendo per rischiarare il mistero.
Non è casuale la scelta di quest’ultimo verbo poiché luci e ombre sono protagoniste fra i protagonisti in questo libro. Quasi tutti gli accadimenti si svolgono al buio; fatta eccezione per poche torce, di cui i turisti dispongono e che devono accendere con parsimonia, non ci sono luci. Per orientarsi, interagire e tentare di mettersi in salvo in caso di pericolo, non possono fare affidamento sulla vista, e Laymon si mostra abilissimo – tanto da consentirci di visualizzare ogni dettaglio – nel descriverci tutto servendosi dell’olfatto, del tatto, del gusto.
L’atmosfera è claustrofobica, il plot ansiogeno, eppure leggendo non si percepiscono solo sensazioni negative, non si prova solo paura, frequenti sono i momenti in cui la tensione si alleggerisce e l’ironia prende il sopravvento strappandoci più di qualche sorriso. Mentre gli eventi si susseguono, i personaggi prendono forma. Tutti, da quelli principali a quelli secondari, sono caratterizzati in maniera approfondita e ci offrono un campione variegato, a volte anche bizzarro, di umanità. L’autore si sofferma sulle loro differenti reazioni e sugli stati d’animo, rimestando nella psicologia di ciascuno. Abbiamo uno scrittore horror con la figlia, che tenta di osservare la scena quasi con distacco, di immaginarla come fosse lo schema del suo prossimo romanzo, quello che magari gli regalerà il grande successo, e nello stesso tempo cerca di rassicurare, in modo discutibile, la sua piccola. Ci sono un ex stuntman attempato, ancora arzillo e dotato di grande ironia, con la sua signora; un odioso vecchio con il cappellino; una signora extralarge che non rinuncia alle sue sigarette, la guida, Darcy, e il valoroso Greg, l’adolescente Paula e l’enigmatico Kyle. E ne ho citati solo alcuni.
Fra tutti spiccano i giovani che vengono descritti con un realismo incredibile.
Anche in una situazione estrema come questa, le persone coinvolte avranno modo di relazionarsi fra loro, di maturare antipatie e simpatie e per qualcuno ci saranno pure dei risvolti sentimentali, o a sfondo sessuale (componente ricorrente negli scritti di questo autore, ma mai gratuita, e che nel caso specifico giocherà un ruolo fondamentale nella costruzione e nella soluzione dell’enigma).
Se non temete il buio e i luoghi angusti, o ancor meglio se li temete ma vi stuzzica la prospettiva di sfidarli, abbandonate ogni esitazione e godetevi l’escursione, qualsiasi cosa accada, la tana di mezzanotte è un luogo che merita di essere esplorato.



  
 






lunedì 16 ottobre 2017

Anteprime Libromania: ottobre 2017

Titolo: Solitude. L'ultima guardiana
Autrice: Francesca Maggi
Editore: Libromania
Formato ebook
Prezzo: 2,99
Disponibile su Amazon

Descrizione: 
Apparentemente Thea è una ragazza come le altre: va a scuola, prende bei voti, ma a differenza delle adolescenti della sua età non sembra essere in grado di costruire amicizie. Cosa si nasconde dietro il comportamento schivo e solitario della bellissima e misteriosa ragazza dai capelli corvini? Pur non potendo rivelare al mondo il suo segreto Thea si troverà costretta a confidarsi con Lucas, il vicino di banco, il ragazzo che fin dal primo momento in cui aveva posato gli occhi su di lei aveva capito quanto la nuova arrivata fosse speciale. Sognava di conoscerla e scoprire chi fosse, ma mai si sarebbe aspettato che entrare nella sua vita avrebbe significato essere catapultati in un mondo in cui mitologia greca, discendenti di antiche divinità e guardiani alati si trasformassero in realtà. I due ragazzi si troveranno a dover rischiare il tutto per tutto per salvare l’universo dalla minaccia del caos e della distruzione, trovando nuovi alleati e insospettabili nemici che li condurranno a scoprire leggende e verità sull’Ordine di Astrea, i guardiani protettori dell’equilibrio dei mondi.

L'autrice:
Francesca Maggi (Guastalla, 1987) è cresciuta in provincia di Milano, per poi laurearsi in Marketing all’Università Bocconi. Oggi vive a Milano con il marito e il figlio e lavora in una società di software Solitude: l’ultima guardiana è il suo romanzo d’esordio.

Titolo: La folgore di Zeus. La stanza dei mille segreti
Autore: Angelo Santoro
Editore: Libromania
Formato ebook
Prezzo: 3,99
Disponibile su Amazon

Descrizione: 
Adam Vela, presidente dell'omonima fondazione, sentiva la necessità di lavorare senza interruzioni, indisturbato. Rimanere in città la settimana di ferragosto gli era sembrata un'idea perspicace, ma quella giornata odiosamente afosa lo stava mettendo a dura prova. 
Sfinito  e annebbiato dal caldo, il Vela si prepara ad uscire di casa alla ricerca disperata di un refolo d’aria, ma viene bloccato sulla porta da due misteriose figure che si presentano come due pubblici ufficiali. Le domande si fanno subito incalzanti e, nonostante l'autocontrollo del presidente, mettono in luce zone d’ombra della sua vita fin lì accuratamente nascoste, aprendo una serie di scenari avvincenti e inaspettati, che tengono incollato il lettore fino alla fine in un crescendo di segreti, complotti e colpi di scena.

L’autore:
Angelo Santoro vive a Nichelino, in provincia di Torino. Ha lavorato come insegnante di materie economiche, ma da dieci anni si dedica a tempo pieno alla scrittura. È autore di opere teatrali che vengono utilizzate come sceneggiature per  “Cene con delitto”. Per libromania ha già pubblicato Il palazzo degli intrighi.

domenica 15 ottobre 2017

Anteprima: Selfie di Jussi Adler- Olsen

In uscita il 19 ottobre

Titolo: Selfie
Autore: Jussi Adler- Olsen
Editore: Marsilio
Pagine: 528
Prezzo: 19,00

Descrizione: 
Ai piani alti della polizia di Copenaghen ci si lamenta dello scarso rendimento della Sezione Q. Il compito di difenderla dalle accuse è affidato a Rose, ma l’assistente di Carl Mørck sta affondando nei ricordi di un drammatico episodio del suo passato. Intanto, in un parco di Copenaghen viene ritrovato il cadavere di un’anziana signora, mentre qualcuno al volante di un’auto in corsa si lancia all’inseguimento di una ragazza.
Carl, il fido Assad e una Rose a mezzo servizio, impegnati in un nuovo cold case di difficile soluzione, dovranno lottare per impedire che la Sezione Q venga smantellata e per porre fine alla serie di crimini che sta scuotendo Copenaghen.

L'autore: 
Jussi Adler-Olsen (Copenaghen 1950), giornalista, ha esordito con la serie della «Sezione Q» guidata da Carl Mørck nel 2007, ed è uno degli autori danesi di gialli più venduti nel mondo, al vertice delle classifiche tedesche per più di tre anni consecutivi. I suoi libri, tradotti in 42 paesi, hanno conseguito importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Glass Key (il premio per la letteratura di genere più importante della Scandinavia) lo statunitense Barry Award, il Premio Harald Mogensen per il miglior thriller danese, il Deutscher Krimipreise, il Gyldne Laurbær (il più prestigioso riconoscimento letterario all'opera di un autore in Danimarca). In Italia Marsilio
ha pubblicato La donna in gabbia (2011), Battuta di caccia (2012), Il messaggio nella bottiglia (2013), Paziente 64 (2014), L'effetto farfalla (2015) e La promessa (2016).

giovedì 12 ottobre 2017

Review Party: Centurio di Massimiliano Colombo

Buongiorno cari follower,
benvenuti al Review Party dedicato a Centurio di Massimiliano Colombo (Newton Compton), un romanzo che vi farà compiere un nuovo viaggio nell'Antica Roma e vi consentirà di conoscere un giovane eroe.

 Titolo: Centurio
Autore: Massimiliano Colombo
Editore: Newton Compton
Pagine: 384
Prezzo ebook: 4,99
Prezzo cartaceo: 7,50

Descrizione:
80 a.C. Caio Emilio Rufo è una recluta che milita nelle coorti di Lucio Cornelio Silla, durante la guerra civile che sta dilaniando la Repubblica. È un giovane idealista e inesperto, non ancora diventato uomo. Dalle vette innevate dei Pirenei alle battaglie navali al largo delle coste dell’Africa, Caio Rufo si addestra a combattere le legioni del più astuto e acerrimo nemico di Roma, uno dei più grandi comandanti di tutti i tempi: Quinto Sertorio, parente e fedele generale di Caio Mario. Nell’assolata Spagna romana, popolata da genti fiere e bellicose, affronta le prove che quell’odiosa guerra gli impone, tra guardie, scorte, battaglie, assassinii, tradimenti e agguati. Subisce le angherie del suo spietato centurione e in cuor suo riconosce il valore dei nemici che sta combattendo, vessati dagli abusi della dominazione romana. Schiacciato dalla sorte avversa, Caio Rufo attraversa il mare e giunge nei roventi deserti della Mauritania; lì, con la gola riarsa e la pelle scottata dal sole, incontra il nemico che era stato addestrato a uccidere. Il destino che l’ha condotto fino a quel punto l’ha reso più forte, tanto forte da fargli intraprendere un nuovo viaggio, che lo condurrà tra le file degli immortali...

La recensione di Miriam:
Centurio racconta la storia di un giovane tiro (recluta), del suo lungo e difficile percorso di addestramento e della sua crescita sul campo di battaglia, ma anche la storia di un ragazzo animato dai sogni e dagli ideali che caratterizzano la giovinezza.
La sua vicenda si colloca nell’80 a.C, all’epoca della guerra civile che vede gli optimati di Lucio Cornelio Silla scontrarsi con i populares, guidati dal generale Quinto Sertorio, che ne ha assunto il comando dopo la morte di Caio Mario.
Gaio Emilio Rufo, questo il suo nome, non ha nemmeno vent’anni quando viene inviato nella Spagna romana, per combattere contro i ribelli. È qui che, sotto il pugno di ferro del centurio Ursiano, da ragazzino imberbe si appresta a diventare un coraggioso soldato. La sua strada è tutta in salita, non solo per la nota durezza della vita militare, ma perché la sua indole ribelle è causa di perenne scontro con il suo superiore, che fa di tutto per ostacolarlo. L’esperienza della guerra lo tempra, rafforza il suo senso di lealtà e giustizia, ma nello stesso tempo gli consente di aprire gli occhi su verità che non avrebbe mai immaginato. Silla è davvero dalla parte del giusto e Sertorio un nemico della Repubblica? La politica autoritaria del primo, la creazione delle liste di proscrizione, la spietatezza della sua dominazione in terra straniera sembrano suggerire il contrario, tanto che le certezze del giovane iniziano a vacillare. Sarà quando, dopo numerose peripezie, si ritroverà al cospetto del temutissimo generale che nella sua mente comincerà a farsi chiarezza e a quel punto dovrà compiere una scelta.
In questo libro, Massimiliano Colombo approfondisce un’interessante quanto controversa pagina di storia, consentendoci di conoscere meglio un grande comandante come Quinto Sertorio. Entrando nel cuore della politica, ci mostra Roma in un momento di debolezza, giacché la vediamo combattere fondamentalmente contro se stessa. Al centro dell’attenzione in questa fase non è tanto la contesa di un territorio o la conquista di un popolo, quanto gli ideali stessi su cui si fonda la Repubblica, forse traditi da chi detiene il potere.
Su questo sfondo, ricostruito su solide basi documentali e ricco di dettagli che ci descrivono la vita militare, scorre la storia personale di Rufo facendo sì che il romanzo storico diventi anche romanzo di formazione. Pagina dopo pagina vediamo il protagonista maturare, fisicamente e interiormente, cogliendo tutti gli insegnamenti e le emozioni che scandiscono il suo percorso di crescita. Fra viaggi, battaglie, tradimenti e macchinazioni, Rufo scopre anche il valore dell’amicizia, incontra un mentore d’eccezione come il veterano Mecenate che gli insegna a essere uomo prima ancora che soldato e, come tutti i giovani, scopre l’amore per una fanciulla bella e impossibile. Il suo, visto il contesto, sarà un sentimento travagliato, destinato a procurare più dolore che gioia, ma contribuirà a fare di Rufo un eroe impavido e valoroso, degno di guidare la legione degli immortali.
Una lettura densa di azione a pathos, un viaggio epico che dalla Spagna ci trasporta in Mauritania, facendoci rivivere fasti e declino di un grande Impero e riscoprire valori intramontabili quali l’onore, la lealtà, il rispetto, anche per il nemico.














mercoledì 11 ottobre 2017

Recensione: Cesare il conquistatore. Alle sorgenti della vita

Titolo: Cesare il conquistatore. Alle sorgenti della vita
Autore: Franco Forte
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 324
Prezzo: 19,50

Descrizione:
Giulio Cesare non è morto, durante la congiura delle Idi di marzo. Stanco della vita fatta di intrighi politici, corruzione e continui scontri con i senatori della Curia, ha inscenato la propria morte insieme a Bruto. E dopo essere scomparso dalla vita politica di Roma, è tornato al comando di un manipolo di uomini ben addestrati e pronti a tutto, la Legio Caesaris, con l'intento di esplorare le terre oltre i confini dell'impero per scoprire ricchezze e tesori, sottomettere le popolazioni barbare e, soprattutto, carpire il segreto della vita eterna.
Perché Cesare ha uno scopo ben preciso in mente, ed è deciso a raggiungerlo: vuole tornare trionfalmente a Roma per fare piazza pulita dei suoi nemici e regnare come imperatore assoluto. Per sempre.
Dopo la sua finta morte, perciò, si è imbarcato con la Legio Caesaris verso i regni degli dei del nord, alla ricerca della mitica isola di Thule, per confrontarsi con le creature eterne che governano il segreto dell'immortalità e strapparglielo con la forza. Lo scontro epico che lo ha visto impegnato insieme a Cicerone, Bruto, Spartaco e gli altri coraggiosi che hanno voluto seguirlo in quell'avventura, si è risolto in una cocente sconfitta.
Ma Cesare non è uomo che si arrende tanto facilmente. Capisce che l'unico modo per conquistare la vita eterna è scendere nell'Averno, il regno delle tenebre, e tuffarsi nelle acque del fiume Stige, che rendono immortali. Ma come raggiungerlo? Secondo le più antiche credenze, lo Stige non è altro che il nome con cui un tempo si indicava il Nilo.
Decide così di intraprendere, sotto la guida esperta e ammaliante della regina Cleopatra, una difficile spedizione per risalire le acque del grande fiume, arrivare fino alla sorgente, individuare l'ingresso all'Averno e conquistarsi il diritto di immergersi nello Stige, combattendo contro gli dei e le terribili creature che popolano il regno degli inferi.

La recensione di Miriam:
Dopo aver simulato la sua morte e costituito una Legione d’eccezione, Cesare si prepara a compiere il lungo viaggio che lo condurrà al fiume Stige e da lì all’ingresso dell’Averno, allo scopo di entrarci da vivo per rubare agli dèi il dono dell’immortalità.
Per giungere a destinazione, deve attraversare l’Egitto e risalire le cateratte del Nilo. Per affrontare un simile itinerario occorre una guida che conosca il territorio e lui non ha dubbi su chi possa essere. Chi meglio dell’avvenente Cleopatra?
È così che viene organizzato il suo finto suicidio (ebbene sì, anche la morte della regina non sarà che una messinscena) e il gruppo si arricchisce di un nuovo prezioso elemento.
Le ali della fantasia che già si erano dispiegate nel volume precedente continuano a sorreggere il volo, diventando più ingombranti giacché questo secondo capitolo della serie vira in maniera più netta verso il fantasy. Dopo aver riscritto gli accadimenti delle Idi di marzo, Franco Forte prosegue lungo l’ardito sentiero dell’immaginazione, tessendo una trama che si discosta completamente dalla storia. Lo scenario sullo sfondo è reale e ricostruito in maniera più che attendibile, mentre il viaggio che si delinea non solo è frutto di invenzione ma si arricchisce  sempre più di elementi fantasiosi. Non aspettatevi tuttavia un plot campato per aria o completamente disancorato da una base documentale. La componente fantastica su cui viene edificato il romanzo affonda, infatti, le sue radici nella mitologia greca – assorbita dai romani – che l’autore dimostra di conoscere e di saper padroneggiare con lo stesso rigore riservato alla materia storica. L’originale e interessante risultato è dunque un’ucronia che fa incontrare storia e mito e, in un certo senso, ne ribalta i ruoli: la storia diviene leggenda e la leggenda si concretizza dimostrandosi aderente alla realtà.
Quest’ultimo passaggio non è dato per scontato ma rappresenta proprio l’obiettivo a cui tendere, la nuova vera conquista cui Cesare dovrà ambire per poter poi raggiungere il traguardo finale dell’immortalità.
Perché la sua missione abbia successo è necessario che la mitologia trovi corrispondenza nella realtà e lui – come del resto i suoi accompagnatori – non può sapere se tale corrispondenza esista davvero. Lo Stige, Caronte, Cerbero, lo stesso Averno potrebbero non esistere, potrebbero non essere così come vengono descritti nei miti e, in tal caso, l’intero progetto messo a punto dall’ex imperatore verrebbe vanificato.
Il suo viaggio presuppone una certa fede, non solo quella di Cesare negli dèi e in ciò che ha appreso in vita sul loro conto e sul regno dei morti, ma anche quella dei suoi seguaci nel suo disegno. Per seguirlo in una missione, all’apparenza folle e che potrebbe rivelarsi suicida, occorre una dose massiccia di fiducia, o di follia stessa, o di disperazione. In verità, i principali componenti della nuova Legio Caesaris posseggono tutte e tre, forse in egual misura. La disperazione, se così la si vuol chiamare, consiste nella consapevolezza del tempo che passa e dell’imminente tramonto: boccone amaro da ingoiare per chi ha vissuto una vita piena, contando sempre sul proprio vigore fisico e mentale. Questo è un aspetto particolarmente interessante dell’opera, perché mette a nudo tutta l’umanità e la fragilità di personaggi che, attraverso la storia, abbiamo conosciuto come colossi invincibili, avvicinandoli a noi. Immaginando che la loro vita si protragga oltre il limite reale, Franco Forte ci mostra Cesare, Spartaco Cicerone, Cleopatra invecchiati e da questo punto di vista non si concede voli di fantasia, fornendoci dei ritratti realistici, in cui emerge, anche se in maniera diversa per ciascuno, una paura universale: quella appunto di invecchiare e di morire.
Vediamo Spartaco curvo e con la pelle aggrinzita, ancora forte ma di sicuro lontano dal vigore del gladiatore che fu; Cicerone che si confronta con problemi alla prostata; Cleopatra che, seppur sempre avvenente, non può più fare affidamento come un tempo sul potere della seduzione; Cesare che comincia a perdere colpi, anche in fatto di virilità, e che più di tutti vive il declino fisico come un segno di sconfitta.
Il plot è molto avventuroso, gli avvenimenti si susseguono a ritmo serrato in una corsa mozzafiato verso il momento cruciale: quello della verità. Gli interrogativi che prendono forma sono così numerosi e pressanti che l’intero romanzo risulta intrigante come un giallo e ci regala anche momenti carichi di pathos. L’impresa avrà successo o sarà fallimentare? Cesare sarà davvero all’altezza di sfidare gli dèi e ottenere ciò che vuole? Ma soprattutto, chi e quanti dei suoi fidi compagni raggiungeranno con lui la meta?
Il viaggio è lungo e fitto di insidie e affrontarlo per persone che hanno raggiunto una certa età è di sicuro una sfida nella sfida, il cui esito vi sorprenderà.





lunedì 9 ottobre 2017

Anteprima: La direzione della cura di Alex Pagliardini e Igor Pelgreffi

Titolo: La direzione della cura
A cura di Alex Pagliardinie Igor Pelgreffi
Editore: Galaad
Pagine: 382
Prezzo: 18,00

Descrizione: 
Come inizia e come finisce un’analisi? Che cosa è un sintomo? Come intendere e maneggiare il transfert? Che cosa è un atto? Chi lo compie? A partire dal testo di Jacques Lacan La direzione della cura e i principi del suo potere, filosofi e psicoanalisti si confrontano su alcune questioni fondamentali della pratica e della teoria psicoanalitica che necessitano, oggi più che mai, di essere rimaneggiate e attualizzate, in qualche modo persino forzate, verso una determinata direzione: quella del reale. Il presente volume, oltre a perseguire e realizzare questo compito, apre a una domanda di carattere più generale sulla direzione, la cura e il potere: quale percorso intraprendere oggi in psicoanalisi e in filosofia, nelle nostre esistenze singolari e collettive? Con i contributi di: Simona Bani, Alessandra Campo, Ivan Colnaghi e Pino Pitasi, Marco Gatto, Francesco Giglio, Federico Leoni, Franco Lolli, Vincenzo Marzulli, Mauro Milanaccio, Alex Pagliardini, Igor Pelgreffi, Chiara Tartaglione, Nicolò Terminio, Rocco Ronchi, Alessandro Siciliano, Francesco Vandoni.

I curatori

ALEX PAGLIARDINI, è psicoanalista. Responsabile del Centro Jonas Roma (Centro di clinica psicoanalitica dei nuovi sintomi), membro Alipsi (Associazione Lacaniana Italiana di psicoanalisi), docente IRPA (Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata), membro AIDA (Associazione per gli Interventi sui Disturbi Alimentari), collaboratore del Dipartimento di Salute Mentale – ASL Roma D, è autore dei testi Jacques Lacan e il trauma del linguaggio (2011), L’esperienza del panico (2011) e curatore dei volumi Il reale del capitalismo (2012), Desiderio e godimento (2012), Attualità di Lacan (2014), Il sintomo di Lacan (2016).

IGOR PELGREFFI, insegna Etica e filosofia della persona all’Università di Verona ed è docente nella scuola secondaria superiore, a Bologna. È redattore delle riviste “Kaiak. A Philosophical Journey”, “Lo Sguardo”, “Azimuth. Philosophical Coordinates in Modern and Contemporary Age”, e membro del gruppo di ricerca “Officine Filosofiche” (Bologna) e del Centro di ricerca “Tiresia. Filosofia e psicoanalisi” (Verona). La sua ricerca, partendo da un interesse per Nietzsche e per la filosofia contemporanea italiana e francese (ha curato l’edizione italiana di opere di Nancy, Derrida e Žižek) si concentra sui temi della corporeità e delle relazioni tra filosofia, scrittura e corpo (saggi su Bernhard, Blanchot, Camus, Derrida, Gadda, Gargani, Morselli, Nancy, Nietzsche, Sennett, Žižek). Di qui, all’interno di un’analisi critica delle diverse forme espressive del “filosofico” in epoca contemporanea, si è occupato di autobiografia e della natura del rapporto tra il filosofo e i dispositivi mediali. Attualmente lavora al tema dell’automatismo. Tra i suoi libri: Slavoj Žižek (2014), Scrittura e filosofia (2014), La scrittura dell’autos. Derrida e l’autobiografia (2015), Il filosofo e il suo schermo. Video-interviste confessioni monologhi (2016).

domenica 8 ottobre 2017

Recensione: Schiavi dell'inferno

Titolo: Schiavi dell’inferno
Titolo originale: Hellbound Heart (1986)
Autore: Clive Barker
Traduzione: Francesca Noto
Revisione: Alessandro Manzetti
Proofreading: Miriam Mastrovito
Illustrazione di copertina: Daniele Serra
Editore: Independent Legions Publshing
Formato Cartaceo ed eBook
Pagine: 185
Lingua: Italiano
Pubblicazione: ottobre 2017
Prezzo di copertina edizione cartacea: € 17,00
Prezzo di copertina edizione eBook: € 4,99
Disponibile su Amazon


Descrizione:
La novella da cui è stato tratto il celebre film Hellraiser (1987) e che ha dato vita all'iconico personaggio di Pinhead. L'insaziabile appetito di Frank Cotton per i piaceri più estremi lo ha condotto a risolvere l'enigma della scatola di Lemarchand, un portale in grado di garantire
l'accesso a un mondo extra-dimensionale abitato dai Cenobiti, membri di un ordine religioso dedicato a insondabili ed estremi piaceri carnali, che lo hanno imprigionato in uno stato di non-esistenza di eterna tortura e sofferenza. Ma la moglie di suo fratello, Julia, ha scoperto un modo per riportare in vita Frank e liberarlo dalla sua prigione di dolore, anche se il prezzo da pagare sarà terribile.

L'autore:
(Liverpool, 1952), scrittore, regista, sceneggiatore e pittore britannico, uno dei più grandi interpreti
moderni del genere horror e fantastico. Tra i suoi romanzi: The Damnation Game (1985), The Hellbound Heart (1986), Weaveworld (1987), Cabal (1988), Imajica (1991), The Thief of Always (1992), Sacrament (1996), Galilee (1998), Coldheart Canyon (2001), Abarat (2002), Days of Magic, Nights of War (2004), Mister B. Gone (2007), Absolute Midnight (2011), The Scarlet Gospels
(2015); tra le sue raccolte di racconti: Books of Blood (1984–1985), The Inhuman Condition (1985), In the Flesh (1986), The Essential Clive Barker: Selected Fiction (2000), Tonight, Again: Tales of Love, Lust and Everything in Between (2015). Molte delle sue opere sono state tradotte in italiano, tra le quali: Gioco Dannato (The Damnation Game, Sperling & Kupfer), Schiavi
dell’Inferno (The Hellbound Heart, Sonzogno), Il Mondo in un Tappeto (Weaveworld, Longanesi), Cabal (Cabal, Sonzogno), Imagica (Imajica Sonzogno), La Casa delle Vacanze (The Thief of Always, Fabbri), Sacrament (Sacrament, Sonzogno), Galilee (Galilee, Sonzogno), Il Canyon delle Ombre (Coldheart Canyon, Sonzogno). Per i nostri tipi, dell’autore sono stata pubblicati: a
Giugno 2017, col titolo di Jakabok – Il Demone del Libro, la prima edizione italiana del romanzo Mister B. Gone (2007); a Luglio 2017, col titolo di Vangeli di Sangue, la prima edizione italiana del romanzo The Scarlet Gospels (2015); a Settembre 2017, col titolo di Anime Torturate – La Leggenda di Primordium, la prima edizione italiana della novella Tortured Souls – The
Legend of Primordium (2001). Dalle sue opere The Hellbound Heart e Cabal sono stati tratti i film Hellraiser (1987) e Nightbreed (1990), diretto dallo stesso autore, che ha diretto, prodotto o sceneggiato diversi altri film.
Molte delle sue opere sono state adattate per serie di fumetti e videogames. Ha scritto inoltre per il teatro, e ha pubblicato libri d’arte contenenti le sue opere figurative.

La recensione di Miriam:
Dopo la recente pubblicazione di Vangeli di sangue (capitolo conclusivo della saga di Hellraiser), Independent Legions Publishing, ripropone, in una nuova edizione, la novella che ha originato il mito, ispirando il film cult del 1987.
Un must per gli appassionati del genere, ma anche un’opera che merita di essere riscoperta, non solo perché ci mostra un Barker in ottima forma – con unghie e denti affilati, eppure capace di un sorprendente lirismo, come nel suo stile –, ma perché a distanza di trent’anni conserva ancora tutta la sua freschezza e la sua efficacia narrativa. Se la pellicola, pur facendosi apprezzare ancor oggi, tradisce la sua età (penso agli effetti speciali o al look dei protagonisti, inequivocabilmente vintage), lo stesso non può dirsi per il testo scritto che sembra del tutto immune allo scorrere del tempo, anzi, stupisce per la sua modernità tematica e stilistica.
Proprio come la mitica scatola di Lemarchand, il racconto si offre al lettore quasi fosse un cubo a più facce, uno scrigno accessibile attraverso diverse chiavi interpretative. La noia, intesa come elemento scatenante, potrebbe essere una di queste. Frank, uno dei protagonisti, è un avventuriero e un eterno insoddisfatto. Nella sua giovane vita, infrangendo la legge e senza crearsi alcuno scrupolo, si è procurato donne, denaro e qualsiasi forma di sballo, votandosi all’edonismo più sfrenato. Dopo aver ottenuto tutto, si rende conto però di non riuscire più a provare piacere perché il mondo non sembra avere più nulla di nuovo da offrirgli allo scopo. È per sfuggire al tedio, all’apatia che, quando sente parlare della scatola di Lemarchand, decide di procurarsela. Il misterioso congegno sarebbe, infatti, in grado di aprire l’accesso su un’altra dimensione e richiamare da lì i Cenobiti, creature sovrannaturali capaci di iniziare l’essere umano a una forma di piacere supremo.
A innescare la bomba è un equivoco di fondo: Frank recupera il manufatto e riesce a farlo funzionare, e i Cenobiti si apprestano a esaudire il suo desiderio come nelle più rosee previsioni, ma quel che l’uomo non ha messo in conto è che l’idea di piacere (ed ecco una possibile seconda chiave interpretativa) di quelle creature infernali può essere molto diversa dalla sua, e può rivelarsi assai più che deludente.
A partire da questo incipit la novella ruota intorno al desiderio di Frank di tornare sui suoi passi. Come si può facilmente presagire, il cammino a ritroso non è percorribile, ma lui decide di sfidare ogni regola ed escogita un modo per riuscire nell’impresa. Questo modo renderà indispensabile l’ausilio di un alleato – e qui dovrà giocarsi la carta dell’amore – oltre a richiedere un ingente tributo di sangue.
Dal punto di vista della trama, su cui eviterò di soffermarmi ulteriormente, la novella e la sua trasposizione cinematografica sono perfettamente sovrapponibili (escludendo piccolissimi dettagli), la prima tuttavia ha una marcia in più, ed è  per questo che ne consiglio vivamente la lettura anche a chi ha visto il film. Barker è un mago con la parola scritta, un po’ anima dannata, un po’ poeta, a tratti splatter, per altri versi romantico, riesce a dare spessore ai personaggi, anche in poco spazio, e a condensarvi una miriade di emozioni contrastanti.
Schiavi dell’inferno, per molti aspetti, è il classico racconto horror che si legge con il battito cardiaco accelerato, in cui le immagini raccapriccianti si alternano ai momenti di alta tensione, in cui il terrore è latente ma è sempre lì in agguato e ci fa sentire il suo alito gelido sul collo. Nello stesso tempo però è anche un racconto dark sul male di vivere (a proposito di attualità), un volo pindarico spiccato a partire dalla noia di chi ha ormai tutto e non trova più nulla da desiderare, ed è una maledetta storia d’amore a senso unico. Come lo stesso Barker sottolinea  nell’epilogo, che è pura poesia e lascia un groppo in gola, un cuore spezzato è un enigma che né l’intelligenza né il tempo possono risolvere; e mentre la scatola di Lemarchand ci sfida con le sue orripilanti meraviglie anche questo mistero prende forma, proponendosi come un’altra delle molteplici chiavi di accesso al mondo che si dischiude fra le righe.